In seguito alla decisione dei principali gestori telefonici (Tim, Vodafone, Wind e Fastweb) di modificare i tempi di fatturazione e il conseguente intervento dell’Antitrust (Autorità garante della concorrenza e del mercato) le novità, riguardanti i rincari e i rimborsi da parte dei vari operatori, sono state recentemente molto discusse.

Un’indagine effettuata dall’Antitrust dichiarava un “accordo” tra le principali reti telefoniche che avevano variato i tempi di scadenza dei vari abbonamenti senza modificarne i costi. Nei mesi scorsi un nuovo decreto fiscale ha imposto alle varie compagnie telefoniche il ritorno ad una fatturazione a ciclo mensile, ciò provocò sospetti all’Antitrust che bloccò la possibilità di effettuare rincari dando successivamente l’opportunità ai gestori di modificare entro 60 giorni le proprie strategie .  Ogni compagnia al fine di tutelare le proprie spese sembra abbia attuato un aumento che corrisponderebbe all’8,6% per ogni cliente. Le nuove modifiche non provocherebbero eccessivi danni agli abbonati oltre un aumento al costo della propria offerta che coprirebbe i due giorni in più di servizio.

Wind rimodula la sua fatturazione mensile dell’8,3%.

Negli ultimi giorni Wind ha rimodulato la sua fatturazione che dal 16 Aprile 2018 subirà un aumento dell’8,3% anziché 8,6%, modificando inoltre le soglie degli abbonamenti per i suoi clienti che riceveranno un aumento del 10%  per i vari servizi già previsti dalle sue offerte.

I clienti precedentemente danneggiati poiché soggetti ad una diminuzione della validità della loro promozione a causa del cambiamento della fatturazione, prevista ogni 28 giorni, adesso potranno usufruire dei loro abbonamenti per 30 giorni ,a partire da quello di attivazione e saranno rimborsati coloro ai quali l’aumento precedentemente stabilito è stato già sottratto.