Steve-Jobs

Steve Jobs e la Apple sono due entità che dipendono l’una dall’altra. Non esiste l’azienda senza che qualcuno ricolleghi l’immagine di essa al suo co-fondatore. Allo stesso modo, non esiste Jobs senza pensare alla sua creatura. Follia e anticonformismo, sono queste le qualità che legano l’impresa e il genio del management.Steve Jobs è stato sicuramente una personalità forte, un folle , un rivoluzionario, in grado di stravolgere i processi e le attività aziendali. Secondo la sua visione, ogni cosa assumeva un’aspetto diverso, tutto ciò che era scontato e banale per lui non lo era. Chi ha lavorato alla Apple conosce bene la stravaganza insita nella sua persona. Tutta l’attività era basata su un business audace, capace di andare contro la saggezza convenzionale.

Uno degli esempi che possiamo riportate per dimostrare l’anticonformismo della Apple fu la decisione di Steve Jobs di aprire una catena di Store fisici , creati con la stessa minuziosa attenzione con cui venivano realizzati i prodotti dell’azienda, e la cosa che più incuriosisce è che tutto questo avvenne quando le altre imprese si attingevano a sviluppare l’e-commerce.Ma ciò che spinse Jobs a realizzare quelle che oggi sono definite delle vere e proprie opere di architettura, fu la sua attenzione verso il consumatore. Quest’ultimo , per arrivare alla fase di acquisto doveva avere un’esperienza emotivamente coinvolgente, e solo avendo un contatto diretto con il prodotto riusciva a percepirla.Ecco perchè gli Store.

Un altro esempio di quanto l’attività della Apple fosse controtendenza, è lo sviluppo della “piattaforma chiusa” data dall’integrazione perfetta tra Hardware e Software. Una strategia iniziata da Jobs quando nel mondo iniziavano a diffondersi i sistemi Open Source.

Sono chiaramente attività anticonvenzionali volute fortemente da Jobs e che spesso hanno spinto la gente a definirlo “pazzo”. Forse la vera ragione è che quell’uomo riusciva a vedere le cose in maniera diversa, un personal computer,  un sistema operativo, un iPhone,  non erano semplicemente dei prodotti fini a se stessi. Ognuno di essi aveva un’anima che doveva riuscire a suscitare nel consumatore quell’esperienza emotivamente coinvolgente che solo le creazioni “follemente grandi” sanno dare.