iPhone 6

Il nuovo iPhone 6 è blindato e non più intercettabile nemmeno dai servizi segreti come l’FBI e dalle forze di polizia a caccia di criminali. La nuova piattaforma iOS 8 utilizza infatti un sistema di criptaggio che non può essere violato nemmeno dall’azienda stessa, in risposta a tutte le polemiche sulla privacy nate in seguito allo scandalo delle celebrity nude. E l’FBI non ci sta, con una comunicazione ufficiale.

A prendere male il nuovo sistema di criptaggio studiato da Apple per i nuovi iPhone 6 e iPhone 6 Plus è niente meno che il capo dell’FBI James Comey, che si è scagliato anche contro Google (pure la prossima versione di Android, L, sarà inviolabile) per aver reso impossibile la decriptazione dei nuovi smartphone. Sono infatti protetti da un complicatissimo algoritmo che impedisce a chiunque, anche ai servizi segreti, di accedere ai dati personali dell’utente archiviati sui dispositivi mobile.

«Capisco i timori di troppi controlli – ha detto il capo dell’FBI James Comey – ma l’idea che qualcuno possa vendere un armadio vantando, come strategia di marketing, che nessuno potrà aprirlo nemmeno se c’è di mezzo il rapimento di un bambino e l’ordine di un giudice, è grave e insensato».

Per la prima volta in assoluto, dunque, anche una potenza assoluta come l’FBI ha criticato l’operato di Apple in fatto di privacy. Secondo il suo capo, la possibilità di avere dati personali sugli iPhone 6 come ad esempio immagini, video, email, allegati, geolocalizzazioni sono essenziali per risolvere dei casi. «Verrà il giorno in cui avere accesso ai dati di questi cellulari sarà essenziale per sventare un attentato o catturare un rapitore. Non voglio aspettare di trovarmi in una situazione simile».

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