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Vibrano, inviano E-Mail e forniscono informazioni ma questi smartwatch così trendy, cosa sono veramente in grado di fare? Abbiamo testato dieci OROLOGI INTELLIGENTI e un Apple Watch taroccato.

Dover estrarre tutte le volte lo smartphone dalla tasca dei pantaloni, quando vibra per segnalare l’arrivo di un SMS o di una E-Mail? Uno smartwatch vi ri-sparmierebbe questa seccatura. visto che il testo apparirebbe sul suo display. Questi dispositivi così trendy sono veramente d’aiuto o non sono altro che un peso in più? II test prende in esame dieci modelli attuali, su cui è possibile installare delle App.

Complicato scegliere un partner

Tutti i candidati al test necessitano di un “compagno”: infatti, chi non vuole rinunciare a nessuna funzione, dovrà abbinare l’orologio ad uno smartphone. Non tutti gli smartwatch sono però compatibili con ogni smartphone. Se l’abbinamento funzionerà non dipenderà solo dal modello, ma anche dal sistema operativo, che determina il numero delle App installabili. Gli orologi di Samsung, ad esempio, possono essere abbinati solo con smartphone Samsung di ultima generazione, come il Galaxy S4 o FS5. Riteniamo questo molto deludente, dato che, il sistema ope-
rativo OpenSource Tizen, installato sul Gear Fit, Gear 2 e Gear S, consentirebbe di essere modificato per essere impiegato anche su altri smartphone. La maggior parte delle quasi 300 App disponibili per Tizen, viene utilizzata solo per modificare l’aspetto del quadrante: un vero peccato! 1 sei orologi equipaggiati con Google Android Wear non sono compatibili né con gli smartphone Apple, né con quelli Windows e devono “convivere” con i dispositivi Android, che rappresentano comunque i tre quarti di tutti gli smartphone. Per gli smartwatch Android sono comunque disponibili quasi 300 App nel Google Store. Chi possiede uno smartphone Apple potrà abbinarlo solo all’orologio vincitore del test. Pebble OS è l’unico sistema in grado di dialogare sia con gli smartphone Android, che iOS. Sono disponibili qualche centinaia di App, in grado di soddisfare quasi tutte le esigenze, come la visualizzazione del meteo o comandare la ri-produzione della musica dello smartphone.

Si può usare anche da solo

11 Gear S funziona come un piccolo smartphone: l’utente potrà inserirvi una SIM e tele

fonare così tramite l’orologio o navigare in Internet via WLAN e IJMTS. Per la configurazione iniziale e per il download di App idonee per lo smarcateli, il Gear S dovrà però essere collegato solo ad uno smartphone Samsung: cosa piuttosto seccante! L’orologio potrà quindi visualizzare le notifiche che arrivano allo smartphone oppure essere utilizzato da solo.

Jogger felici

Indossando lo smartwatch al polso, il dispositivo non dovrebbe né sfregare. né comprimere, o appesantire il braccio. Ad eccezione dei voluminosi “orologi-smartphone” e dei due dispositivi di LG, tutti i modelli si sono rivelati confortevoli da indossare, anche se di dimensioni generose, infatti la maggior parte di questi orologi, non vanta un’eleganza straordinaria. Inoltre, con il bel tempo e se utilizzato in pieno sole, sul Gear Live e sulTLG G Watch non si riesce a riconoscere quasi niente: solo l’Asus e FLG Watch R sono abbastanza luminosi, per permettere di leggere agevolmente. Per i jogger, che amano tenere sottocchio la loro attività fisica, la situazione è ben diversa: ad eccezione del Pebble, tutti gli orologi offrono la funzione di contapassi. Il Gear Fit, il Sony e PLG Watch R visualizzano anche la frequenza cardiaca di chi li indossa.

Chi preferisce prendersela comoda a letto, potrà tenere sotto controllo la durata del riposo solo con gli orologi Samsung, a condizione che abbia impostato con l’apposito tasto, l’ora in cui si corica e l’ora di risveglio. D Gear 2 consente addirittura di spegnere il televisore e di comandarlo, grazie alla presenza di un diodo a raggi infrarossi.

Intelligenti finché dura la batteria

Indipendentemente dal fatto che gli orologi siano comodi da indossare e dal numero di funzioni che offrono, affinché gli smartwatch non irritino l’utente, necessitano di una batteria molto efficiente.

Sotto questo aspetto sembra di essere tornati al sedicesimo secolo, quando i meccanismi degli orologi di allora dovevano essere ricaricati quotidianamente, poiché oggi il Samsung Gear S, l’LG G Watch e il Moto 360, avidi di energia, necessitano di essere collegati tutti i giorni alla presa elettrica.

Perfino l’orologio con l’autonomia più lunga: Pebble, vincitore del test, ha esaurito la batteria dopo solo cinque giorni.
Indispensabili o irritanti?

Si ha l’impressione che numerosi smartwatch offrano “intelligenza” in sovrabbondanza, ma queste funzioni semplificano veramente la vita? Chi non vuole lasciarsi sfuggire niente, potrà realizzare questo sogno. L’orologio vibrerà all’arrivo di un SMS, di un post di Facebook o quando è imminente un appuntamento. Inoltre vibrerà anche quando l’utente avrà raggiunto il numero di passi da percorrere che avrà impostato e la vibrazione si farà sentire anche quando l’utente batte la fiacca! Questa continua vibrazione potrebbe anche innervosire gli spiriti meno stoici e avidi di funzioni modernissime. Inoltre, prima o poi, le batterie poco efficienti potranno esasperare l’utente quando,il display diventerà improvvisamente tutto nero. Ma forse qualcuno sarà miche contento, perché finalmente l’orologio avrà smesso di spronarti a proseguire nell’attività fìsica!

CONCLUSIONI

L’unico smartwatch veramente convincente è il Pebble Steel: può essere abbinato a quasi tutti gli smartphone e la batteria dura fino a cinque giorni. Chi non ama dare neH’occhlo, potrà indossare un Motorola Moto 360 o l’LG G Watch R. Chi invece vuole iniziare con uno smartwatch economico, potrebbe prendere in considerazione il Samsung Gear Fit, vincitore del rapporto qualità/ prezzo, migliore anche del più economico LG G Watch con Android Wear.