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Facebook nuovo elisir di lunga vita

E poi, a un certo punto, si scopre che tutte quelle ore trascorse all’infinito scorrimento delle pagine e bacheche di Facebook potrebbe, in realtà, allungarci la vita. È questo il risultato di un nuovo studio pubblicato sulla rivista PNAS, che afferma in sostanza come una vita socialmente attiva on-line possa essere utile quanto o di più di quella condotta nel mondo reale.

Abbiamo scoperto che le persone con più amici online hanno meno probabilità di morire rispetto ai loro omologhi disconnessi“, si legge nel documento. “Questa prova contraddice le affermazioni secondo le quali i social media hanno avuto un impatto netto negativo sulla salute“.

Approvato da tre commissioni di revisione universitari e statali, lo studio tuttavia ha un grande punto a sfavore: almeno due individui che lo hanno condotto hanno o stanno attualmente lavorando per Facebook (il postdottorando presso la Northeastern University, William Hobbs, ha lavorato per Facebook come stagista di ricerca nel 2013 e un altro degli autori della ricerca, Moira Burke, ha lavorato proprio come ricercatore per il social network). Ma Hobbs è stato irremovibile; così, mentre era “abbastanza fiducioso” di ciò che lo studio avrebbe dimostrato – di non interferire con il lavoro. “Abbiamo ricevuto alcune cose per iscritto che non potevano interferire con la pubblicazione della ricerca, non importa quale sarebbe stato il risultato“, ha spiegato lo stesso studioso.

Lo studio ha esaminato l’incredibile cifra di 12 milioni di profili Facebook. Tutti i soggetti sono nati tra il 1945 e il 1989 e studiarlo ha rivelato che un “uso moderato” del social è stato associato ad un basso tasso di mortalità. Interessante anche il dato secondo il quale coloro che ricevono richieste di amicizia sembrano avere una più bassa mortalità, mentre il loro invio non l’ha influenzata.

Alcuni fanno notare i “molti limiti” dello studio, sottolineando come dal momento che Facebook non è che un sito unico tra un’orda di social media, i dati non potrebbero essere applicati anche ad essi. Inoltre, i risultati rappresentano un rapporto correlativo, non uno causale; vale a dire, non vi è alcuna prova che Facebook abbia un effetto diretto sulla nostra salute.

Questo nuovo studio, però, potrebbe soppiantare quello spesso citato del 2013 che ha esaminato più soggetti coinvolti su Facebook per un periodo di due settimane. L’aspetto peggiore valutato era la loro felicità personale. Tale documento ha concluso che, “in linea superficiale, Facebook offre una preziosa risorsa nel soddisfare il bisogno umano di base di una connessione sociale, [ma] anziché migliorare il benessere, questi risultati suggeriscono che Facebook possa indebolirlo”.