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Svelato tool di accesso usato da FBI

Per molti, gli Stati Uniti conservano una storia che li caratterizza come una nazione bellicosa. La fabbricazione di armi è uno degli ingressi più proficui del suo reddito nazionale, ma è stata anche uno dei suoi più grandi incubi.

Come ricordiamo, i fatti di San Bernardino risalgono a un anno fa. Un massacro nato dalle mani di Syed Farook, che uccise circa 15 persone, oltre a causare molti altri feriti. In seguito a questo attacco, l’FBI chiese di sbloccare l’iPhone 5C di uno degli aggressori, ma Apple si è sempre rifiutata per il fatto che la richiesta fosse contro gli accordi di riservatezza e sicurezza dei dati degli utenti. Successivamente, l’FBI chiese ad una società esterna, chiamata Cellebrite, di operare affinchè si potesse generare un meccanismo per sbloccare il dispositivo e accedere ai suoi dati.

Ora, proprio questo sistema sarebbero filtrati dalle mani di un hacker che è riuscito ad entrare nei server di sicurezza della società Cellebrite, riuscendo ad avere accesso ai file e agli archivi responsabili del programma incaricato di penetrare nel sistema di sicurezza del dispositivo.

L’hacker – anonimo – ha riferito della sua impresa sul sito Motherboard, sottolineando come il semplice fatto di aver costruito e programmato questa applicazione sarebbe stato messo in luce prima o poi e in un modo o nell’altro. “E’ importante notare che quando si creano questi strumenti, alla fine si troverà un modo per renderli pubblici”, ha dichiarato l’hacker.

I file sono stati pubblicati su Pastebin, una piattaforma in cui è possibile condividere il codice tra i programmatori e appassionati di informatica. Ad ogni modo, il codice sorgente dell’applicazione non è stato rilasciato.

Al momento Tim Cook, CEO di Apple, ha solo dichiarato che questi strumenti possono essere un grande rischio per la sicurezza dei dispositivi degli utenti.