SmartFlash
Grafica promozionale dello sviluppatore SmartFlash

Dopo circa due anni, Apple è uscita vincitrice dal procedimento giudiziario che le avrebbe imposto di pagare la somma di 533 milioni di dollari come risarcimento a un piccolo sviluppatore. Mercoledì 1 Marzo , la Corte d’Appello per il Circuito Federale degli Stati Uniti ha espresso il verdetto della giuria che aveva il compito di stabilire se Apple, con il suo iTunes, avesse effettivamente violato la proprietà intellettuale dello sviluppatore in questione, SmartFlash: si tratta in particolare di sistemi di protezione contro la copia e di pagamento.

La giuria, formata precisamente da tre elementi, ha deliberato che i brevetti di SmartFlash fossero troppo astratti e descritti troppo superficialmente per poterne tracciare effettivamente un profilo di invenzione, e sottoporla quindi alla protezione della proprietà intellettuale. Il tutto ha avuto inizio quando SmartFlash ha accusato Apple di aver violato consapevolmente la proprietà, poiché essi avrebbero avvisato della loro esistenza un dirigente della società di Cupertino più di dieci anni fa.

A Luglio 2015 Rodney Gilstrap, Giudice Distrettuale degli Stati Uniti, ordinò un nuovo processo in relazione a indicazioni fuorvianti della giuria. L’anno seguente, alcuni brevetti di SmartFlash furono invalidati dal Patent and Trademark Office (Ufficio Marchi e Brevetti) degli USA, per le stesse ragioni citate nell’udienza di ieri.

Persino Samsung, la competitor coreana di Apple nota per l’abitudine di trascinare la rivale tra processi e tribunali, si è schierata per difendere la madre dell’iPhone contro le accuse di violazione degli stessi brevetti, in questa occasione. Anche l’azienda coreana, in effetti fu accusata di aver infranto la proprietà intellettuale in relazione alla stessa tecnologia.