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Tre versioni in arrivo per iPad

Un professore dell’Università di New York, Adam Alter, autore del libro “Irresistible: The Rise of Addictive Technology and the Business of Keeping Us Hooked” (Irresistibile: l’Ascesa della Tecnologia che crea Dipendenza e il Business del Tenerci Impigliati”), ci spiega perché Steve Jobs non ha mai lasciato che i suoi figli utilizzassero un iPad.

Nel 2010, all’evento di presentazione di Apple per far conoscere il nuovo dispositivo al pubblico, Steve Jobs lo descrisse come uno strumento in grado di far navigare in rete, con cui guardare video e tramite il quale interagire con altre persone. Secondo il padre di Apple, l’iPad era il modo migliore per compiere tutte queste azioni.

Mesi dopo, gli fu chiesto se i bambini amassero l’iPad. La risposta inaspettata fu “In realtà non lasciamo l’iPad in casa. Crediamo sia troppo pericoloso per loro in effetti”. La ragione del suo parere è probabilmente, secondo il professor Alter, da attribuirsi al fatto che egli si accorse di quanta dipendenza l’iPad fosse in grado di creare per le sue potenzialità di mezzo di invio di contenuti alle persone. Nel momento in cui si ha il device davanti, o lo si porta con se fuori di casa, si ha un accesso costante a questo potenziale che può creare una pericolosa dipendenza, e a cui è molto complicato resistere.

Quindi, nonostante i suoi figli potessero essere in gamba e certamente non inclini all’uso di sostanze stupefacenti in senso stretto, avrebbero potuto essere sicuramente suscettibili all’influsso di un mezzo come l’iPad e a tutte le possibilità che esso poteva – o meglio può – offrire.