Mac Book
Giovane ragazzo davanti a un Mac Book di Apple

Secondo l’esperto di informatica e giornalista tecnologico Phil Baker, negli anni ’90 vi erano costanti pressioni per piazzare computer Apple nelle scuole, in maniera tale da rendere gli studenti potenziali utenti Apple più facilmente. Ora, a distanza di circa 30 anni, è evidente come l’azienda californiana stia fallendo dal punto di vista del posizionamento dei suoi prodotti negli istituti di istruzione scolastica.

Un articolo del New York Times ci illumina sulla questione: “Durante gli ultimi tre anni, gli iPad e i notebook Mac della Apple – che rappresentano circa la metà dei dispositivi mobili mandati alle scuole negli Stati Uniti nel 2013 – hanno costantemente ceduto terreno ai Chromebook, computer portatili a basso costo su cui gira il sistema operativo Chrome di Google e sono prodotte da Samsung, Acer e altri produttori di computer.

I dispositivi mobili su cui girano i sistemi operativi iOS e MacOS di Apple sono retrocessi di livello, scendendo al terzo posto sia dietro ai computer portatili Google che ai dispositivi Microsoft Windows, secondo un rapporto pubblicato Giovedi da Futuresource Consulting, una società di ricerca.

I Chromebook hanno costituito il 58 per cento dei 12,6 milioni di dispositivi spediti alle scuole primarie e secondarie negli Stati Uniti nel 2016. È stata una crescita rispetto al 50 per cento del 2015. Nello stesso periodo, il dato riguardante iPad e portatili Mac è sceso al 19 per cento da circa il 25 per cento. Laptop e tablet Microsoft Windows sono rimasti stabili al 22 per cento circa.

Baker prosegue con la sua personale esperienza con il nipote dodicenne, che gli ha raccontato quante aule nella sua scuola sono state dotate di Chromebook. Gli ha mostrato come lo utilizza per i lavori scolastici, connettendosi da casa al portale della scuola per controllarli e ultimarli, ottenendo punteggi delle sue prove, utilizzando Google Docs per scrivere relazioni.

Quando agli iPad a scuola – prodotto che utilizza in casa – ha spiegato come questi siano meno utili nell’ambiente scolastico, più costosi rispetto a un Chromebook da 200 dollari, e senza tastiera.

Entrambi i nipoti di Baker preferiscono Android, e per una lista sorprendentemente precisa di motivi. A loro piace più la Google Voice rispetto a Siri; l’applicazione meteo è migliore; e hanno criticato l’iPhone per la breve durata della sua batteria. E per l’assenza di jack delle.

Sono piccoli aneddoti, che però dovrebbero far riflettere Apple. Mentre gli adulti lamentano la lentezza e l’innovazione limitata di Apple, questo è ancor più evidente per i giovani, che sono più abili con i dispositivi e hanno una competenza tecnica che può negare l’usabilità semplice di Apple, ovvero il vantaggio principale che Apple potrebbe offrire alle generazioni precedenti.