Apple iPhone 8
Apple iPhone 8. I dispositivi dell’azienda di Cupertino sono di ottima qualità, tanto da aumentare il periodo medio di utilizzo di un dispositivo degli utenti. Con conseguenze, però, controproducenti

Il lancio del nuovo iPhone 8, previsto per Settembre 2017, si avvicina. Ed è possibile accoglierlo da due differenti prospettive. Potrebbe risultare un evento di enormi dimensioni, oscurando il successo che ebbe iPhone 6 e spingendo gli utenti a sostituire con poche remore il loro attuale device con un iPhone davvero nuovo dopo anni (iPhone “super-cycle”); o, in alternativa, gli utenti decideranno di continuare a sfruttare il loro attuale dispositivo, aspettando quanto meno una diminuzione dei prezzi nel 2018.

La seconda ipotesi sembra molto realistica per Apple, che in effetti sta vivendo una simile vicenda con altri dispositivi-aggiornamenti: iPad e computer Mac, sia laptop che desktop. Una ipotesi sostenuta da alcuni, quale spiegazione a simili situazioni di stallo, è che i prodotti Apple siano di qualità troppo buona: gli utenti stentano a cambiare dispositivo perchè quello in uso continua a funzionare bene come se appena acquistato. L’ultimo trimestre le vendite di iPad sembrano diminuite del 19 per cento circa per tale motivazione.

Sembra dunque che il discorso possa applicarsi all’ iPhone. Se la vita massima di un normale smartphone è considerata di due anni circa – durata spesso attribuita anche ai contratti di acquisto rateali – gli iPhone sembrano poter durare molto più a lungo, grazie alla loro ottima fattura.

Questa caratteristica dei prodotti Apple, secondo Jim Suva e Asiya Merchant, analisti della società finanziaria Citi, si può ritorcere contro l’azienda stessa. La base di potenziali acquirenti del nuovo iPhone 8 è ampia, ma allo stesso tempo il tempo di utilizzo di uno stesso iPhone sta passando da una media di due a una di tre anni, abbassando così la percentuale di utenti Apple che effettuano acquisti.

Quest’anno, la baase di utenti si aggira attorno alle 500 milioni di persone (un aumento, rispetto ai 300 milioni dello scorso anno), ma la quantità stimata degli utenti che potrebbero cambiare il vecchio dispositivo è dell’ 75 per cento, rispetto all’ 85 per cento dell’anno scorso.

In calo, inoltre, la percentuale di individui che potrebbe passare da Android ad iOS: il 4 per centro rispetto al vecchio 10 per cento.