In questi mesi, Facebook si conferma uno dei social network che si sta dedicando con impegno nella lotta all’odio e soprattutto al terrorismo. Il suo interesse si è focalizzato sui gruppi più grandi, che utilizzano gli strumenti on line per fare propaganda e raggiungere i loro seguaci e simpatizzanti. I contenuti di una pagina o di un profilo sono controllati dai sistemi di intelligenza artificiale (AI), che hanno la capacità di riconoscere che cosa è stato pubblicato o condiviso e se possa costituire un pericolo.

I terroristi organizzano le loro attività in gruppo anche online, di conseguenza quando viene identificato un account sospetto, Facebook procede al controllo dei suoi amici e di tutte quelle persone che ha contattato attraverso il social network. Dopodiché, l’AI avendo un quadro più completo, segnala le persone per le quali è consigliabile chiudere il profilo. Una volta che l’utente ha subito la cancellazione del profilo, spesso, utilizza nuove identità per potersi iscrivere nuovamente, complicando il lavoro di controllo di Facebook.

Zuckerberg collaborazione con gli utenti

In molti casi è necessario dell’intervento umano. Sul suo profilo Facebook, Zuckerberg chiede la collaborazione degli utenti, annunciando la nascita di un nuovo blog che si chiama Hard Questions, a cui possono partecipare tutti per inviare consigli e suggerimenti per migliorare la privacy su Facebook e non solo.

La mission di Zuckerberg e del suo staff sarà accomunata dal principio che il terrorismo non dovrà più esistere né nei luoghi reali né in quelli virtuali.