Concorrenza, recesso, raccomandate: anche sotto l’ombrellone ci giungono richiami da queste parole tanto poco vacanziere e provenienti piuttosto dalla routine quotidiana nella quale siamo immersi tutto l’anno. Ma abbandoniamo per un attimo riposo e relax senza timore, perché in fondo si tratta di una buona notizia. Certo non si tratta della riscrittura complessiva delle regole del mercato e nemmeno di provvedimenti che cambieranno radicalmente i rapporti commerciali, ma qualcosa di nuovo sotto il sole sembra si stia muovendo.

La legge

Stiamo parlando della Legge annuale per il mercato e la concorrenza, tecnicamente Legge 4 agosto 2017, n. 124, che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 14 agosto 2017 e la cui entrata in vigore è stabilita per il 29 agosto 2017.
Nella sostanza la legge recepisce, sia pure in modo abbastanza timido, le direttive comunitarie in materia di concorrenza e alcuni rilievi espressi al Parlamento dall’Antitrust, dando vita a una serie di provvedimenti tesi a garantire maggiore trasparenza nei rapporti tra le parti in causa, definendo meglio e in modo più preciso le regole del gioco.
Alcuni dei provvedimenti della legge sulla concorrenza vanno a integrare ed estendere i contenuti della ormai celebre “legge Bersani” ( legge 2 aprile 2007, n. 40, dal nome dell’allora ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, durante il governo Prodi II), portatrice di notevoli innovazioni, che all’epoca rappresentarono un convinto cambio di passo nei rapporti tra consumatori e fornitori di servizi. Misure che forse oggi appaiono scontate, ma che dieci anni fa eliminarono irritanti soprusi e fastidiose distorsioni di mercato, basti pensare ai costi fissi di ricarica per i telefonini o all’impossibilità, nell’ambito della stessa famiglia, di usufruire per la RC auto della classe di merito più conveniente.

Il recesso: nuove modalità

Le norme contenute nella legge sulla Concorrenza, anche per quanto concerne la procedura di recesso, vale a dire la facoltà di sciogliere il rapporto derivante da un contratto in precedenza sottoscritto, vanno ad aggiungersi a quanto previsto dalla già citata legge Bersani, precisando meglio come sia possibile avvalersi di questo diritto.
Il legislatore, con questo provvedimento, impone per gli operatori del campo delle trasmissioni (telefonia mobile, reti televisive, comunicazioni) che le spese “relative al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore” devono essere proporzionate al valore del contratto e non andare oltre i costi effettivamente sostenuti per dismettere una linea telefonica o trasferire il servizio. La nuova legge sulla Concorrenza stabilisce anche che le spese e i costi relativi a una richiesta di recesso o derivanti da una domanda di trasferimento avanzata dall’utente, siano rese note e ben evidenziate dal soggetto che eroga il servizio durante la fase di sottoscrizione del contratto, dandone anche informazione all’Autorità per la garanzia delle comunicazioni. In altre parole non sarà possibile da parte di compagnie telefoniche o emittenti televisive utilizzare il ricatto degli alti costi per indurre l’utente a non esercitare il diritto di recesso, tenendolo vincolato a un contratto che evidentemente non lo soddisfa più.

E la raccomandata?

Anche la raccomandata postale, richiesta fino ad oggi dai fornitori di servizi spesso con lo scopo di complicare e rendere ostico il percorso della disdetta, non è più legittimata. Infatti l’articolo 3-bis della legge sulla Concorrenza, a proposito delle modalità con cui il contraente comunica la sua volontà di rescindere il contratto stipulato, recita testualmente che “devono essere semplici e di immediata attivazione”. Specifica inoltre che i fornitori di servizi di telefonia e le reti televisive devono consentire al consumatore di comunicare per via telematica l’opzione il recesso o la richiesta del cambio di gestore. Addio quindi alla sorpassata raccomandata con tanto di ricevuta di ritorno e alla seccante fila all’ufficio postale: basterà una mail o una visita al sito del fornitore per comunicare l’intenzione di avviare la richiesta di recesso o di trasferimento.