steve jobs apple
Nel mondo dell’imprenditoria è normale un avvicendamento generazionale, ma alcuni personaggi riesco a lasciare un segno profondo che prescinde dal trascorrere del tempo. Tra questi c’è sicuramente Steve Jobs, scomparso il 5 ottobre di sei anni fa.

Steve se n’è andato, ma non è stato dimenticato, i fan di casa di Apple lo considerano ancora un grande punto di riferimento. Parliamo di un uomo che ha cambiato il mondo, ma com’è cambiata la sua azienda da quando lui non c’è più?

Steve Jobs, un mito che non sfuma, proprio in questi giorni è finito all’asta un numero di Newskeek del 1988 che lo ritrae in copertina, si parla di cifre pari a circa 10 mila dollari. All’epoca Steve aveva lasciato la Mela Morsicata, dando vita a NeXT Computer, in seguito avrebbe fatto il suo grande ritorno al timone di Apple conducendola verso traguardi inimmaginabili.

Non solo successi, tra i quali iPod, iPhone e iPad, ma anche la lunga lonta con la malattia che alla fine se l’è portato via. Steve Jobs è riuscito a stabilire un legame emotivo con i clienti che non ha pari nella storia, l’azienda lo ha ricordato intitolandogli l’auditorium utilizzato per la presentazione degli ultimi iPhone, arrivati dieci anni dopo dal primo Melagonino.

Commosse celebrazioni sul palco, ma Apple nel frattempo ha cambiato strada. Prima differenziando la linea smartphone con l’aggiunta dei modelli Plus, ora aggiungendo iPhone X, un device “premium” che segna una forte rottura con il passato, a cominciare dall’addio al tasto home.

In questi mesi è stata inoltre dismessa completamente la linea iPod, unico superstite iPod Touch, un device che ha più in comune con iPhone che con i tradizionali lettori mp3. Proprio da iPod è partita la vera riscossa di Apple, un successo che ha gettato le basi per la ritrovata gloria aziendale.

Tim Cook, legato da un forte vincolo di amicizia con Jobs, ha lavorato su due binari, da una parte alcune scelte in continuità con la precedente gestione, dall’altra sono innegabili i cambi di strategia. Frammentazione dell’offerta che non riguarda solo iPhone, ma anche iPad, una mossa che probabilmente il vecchio guru non avrebbe sottoscritto.

Ai tempi del primo iPhone, il mercato era molto diverso da quello che osserviamo oggi, non esisteva App Store, gli smartphone erano presenti ma molto diversi e ancora essenzialmente legati a un’utenza business.

Oggi bisogna fare i conti con competitors sempre più agguerriti, Apple si è dovuta adattare agli input esterni, basti pensare alle dimensioni dello schermo che con gli anni sono andate aumentando.

Apple ha voltato pagina insomma, non è più vedova della figura carismatica di Jobs, il mercato non ammette nostalgia, la visione del guru però è ben presente e rimarrà come faro per il futuro.