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I presunti problemi di fabbricazione che affliggevano iPhone X, se fossero effettivamente esistiti, sono già stati dimenticati. Lo dice l’analista Ming-Chi Kuo, grande nome della società di consulenza KGI Securities e voce affermata quando si parla di rumor e speculazioni – solitamente accurate – in relazione a Apple. Secondo lui, l’attuale ritmo di produzione di Foxconn – società che produce lo smartphone – è di 440.000/550.000 unità al giorno.

Questo è il fattore principale che ha portato Apple, in pratica, a ribaltare molte delle voci sulle difficoltà nel produrre il modello top-of-the-line. Prima dell’uscita, l’aspettativa era che ci sarebbero state code gigantesche e clienti delusi dal fatto che non potessero mettere le mani sul dispositivo, mentre online quanti avevano effettuato l’acquisto anticipato avrebbero potuto veder giungere a casa il device soltanto l’anno prossimo.

I problemi sarebbero correlati a due componenti che non sono nient’altro che i grandi progressi del dispositivo stesso. Apple avrebbe avuto dei problemi per avere un display OLED in quantità sufficiente per soddisfare la domanda, mentre ha dovuto affrontare complicazioni nell’assemblare i sensori di immagine che consentono il funzionamento di Face ID, che riconosce i volti degli utenti.

Secondo la società di consulenza, tuttavia, ora tutto sarebbe conforme. Apple è soddisfatta dei numeri ottenuti da Foxconn e da altre società partner nella fabbricazione dei prodotti. I totali rappresentano un aumento tra le 50.000 e le 100.000 unità. Questo è esattamente il motivo per cui KGI Securities ha sollevato l’aspettativa di successo della nuova versione, dicendo che Apple venderà dal 10% al 20% in più di iPhone X nel quarto trimestre del 2017 di quanto originariamente previsto.

L’analista sottolinea inoltre che iPhone X è stato uno dei dispositivi con la riduzione dei prezzi più bassa durante il Black Friday. Allo stesso tempo, il dispositivo è apparso nelle liste di prodotti statunitensi ed europei più venduti, indicando che molte persone sono effettivamente disposte a pagare un minimo di 1.100 euro per avere la recente innovazione Apple.

D’altra parte, Kuo sottolinea che il raffreddamento del clamore iniziale dovrebbe portare a una diminuzione delle vendite e della domanda per i dispositivi nella prima metà del 2018. Questa, tuttavia, è una mossa normale, come ricorda l’esperto, motivata dall’arrivo di altre opzioni sul mercato, per mano della concorrenza; oltre che legata all’anticipazione del lancio di un nuovo iPhone, sempre a metà del secondo semestre.