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Pochi giorni fa è arrivato uno strale dal senatore Patrick Leahy, Apple non combatte la censura in Cina, adesso la politica Usa torna a mettere nel mirino l’azienda. Non è mistero che Tim Cook sia molto interessato al mercato cinese, allo stesso modo sono noti i limiti alla libertà d’espressione dalle parti di Pechino.

La questione è spinosa, non è facile mettersi contro al governo cinese ovviamente, ricordiamo infatti che si tratta di uno dei mercati più importanti al mondo, un mercato sul quale non è semplice mettere le mani anche considerati i progressi compiuti dai brand locali negli ultimi anni. Tuttavia, Apple ha accettato la sfida e intende fare proprio anche l’estremo oriente.

In queste ore però sono arrivate durissime critiche da parte di un grande nome della politica a stelle e strisce, si tratta di Marco Rubio. Il senatore è stato tra gli sfidanti di Donald Trump per la nomination repubblicana e, prima dell’irresistibile ascesa di The Donald, era considerato un credibile candidato alla Casa Bianca.

Nel mirino di Rubio è finita in particolare la partecipazione di Tim Cook al World Internet Conference della settimana scorsa, evento organizzato dalla Cina. Il CEO di Cupertino in quell’occasione ha avuto parole al miele per la Cina e il suo governo, Rubio non ci sta e sottolinea come l’azienda sia “così disperata da voler entrare nel mercato cinese a costo di rinunciare ai suoi valori e a quelli degli Usa”.