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Numerosi malware mettono a repentaglio la sicurezza dei nostri dati, una minaccia da non prendere sotto gamba considerato l’enorme quantitativo di informazioni che affidiamo ai device. Arriva un nuovo allarme, a lanciarlo è un team di studiosi della Berkeley, che hanno dimostrato la facilità con la quale è possibile inserire software malevoli in file musicale e utilizzare gli assistenti vocali di sistema per svolgere alcune azioni.

Per violare il sistema infatti basterebbe la riproduzione di un brano musicale, anche in streaming, non serve altro ai malintenzionati per garantirsi il controllo di un’abitazione, a patto che sia una casa smart ovviamente. Una criticità nota da tempo, tanto che alcuni ricercatori hanno già dimostrato come sia possibile impartire comandi non percepibili all’orecchio umano a Google Assistant, Alexa e Siri.

E’ possibile infatti accedere ai sistemi di domotica attraverso gli speaker o lo smartphone. Dopo essere entrati, eventuali malintenzionati sarebbero in grado di effettuare telefonate o accedere a siti web. Da parte di Apple arrivano rassicurazioni, HomePod infatti impedisce di effettuare operazioni quali aprire una porta tramite comandi vocali.

La crescete diffusione dell’Internet of Things e di sistemi integrati nelle nostre abitazioni ci espone a nuovi rischi, siamo solo all’inizio di una nuova era, è necessario dunque che i colossi del mondo tecnologico siano pronti a contrastare i crescenti rischi per gli utenti.