Apple iPhone

L’azienda Apple da sempre punta molto sui propri sistemi di sicurezza, anche all’interno dell’App Store esegue controlli molto rigidi sulle applicazioni da mettere sul mercato.

Nonostante tutti i fan dell’azienda siano in attesa dei nuovi dispositivi in arrivo a settembre, il team Project Zero con Ian Beff ha voluto testare le vulnerabilità presenti nei dispositivi.

 

Apple: gli iPhone sono davvero a prova di hacker?

La discussione è nata nell’ultimo Black Hat, convention di hacker annuale, tenutasi a Las Vegas. Il ricercatore Ian Beer ha tenuto un discorso mirato sulle politiche dell’azienda di Cupertino e delle vulnerabilità che colpiscono i suoi dispositivi. Beer fa parte del team Project Zero, una squadra di hacker che ha creato Google per testare le vulnerabilità delle aziende produttrici di smartphone per poi comunicarle.

Ian Beer, ha dichiarato che, nonostante le aziende siano sempre in prima linea nel risolvere le vulnerabilità, attraverso le patch, la maggior parte delle volte non vanno a fondo al problema. In poche parole, secondo lui, non cercano soluzioni definitive al problema ma si limitano a mettere una toppa. Ecco le dichiarazioni: “Sicuramente queste persone (i capi dell’azienda) hanno delle competenze molto elevate nel campo della sicurezza informatica, ma non hanno un passato di ricerca nello sfruttamento delle vulnerabilità“.

Fino a qualche anno fa all’azienda poteva andare bene in quanto, gli hacker preferivano attaccare i sistemi Windows, ma ora le cose sono cambiate. L’organizzazione Amnesty International ha dichiarato ai primi di agosto di essere stata vittima di una campagna di spionaggio che sfruttava un malware iOS chiamato Pegasus. Beer ha continuato dicendo: “Strumenti come Pegasus una volta erano usati solo dai governi, ma adesso sembra che sia a portata delle aziende che vendono bibite zuccherate“. Ha concluso il discorso dicendo che, secondo lui, le aziende dovrebbero impegnarsi a risolvere i problemi di fondo, senza rilasciare continuamente patch per evitarli.