Tempo di lettura: 2 minuti

WhatsApp

Il problema della privacy, soprattutto dopo lo scandalo Cambridge Analytica, è sulla bocca di tutti gli utenti iscritti ad un social network. Questa volta il co-fondatore di WhatsApp ha confessato di aver venduto la privacy degli utenti.

Nonostante oggi non siamo qui a parlarvi di una truffa ai danni degli utenti, la questione è ugualmente grave. Le parole del co-fondatore risalgono al momento in cui l’applicazione è stata acquisita da Facebook.

 

WhatsApp ha venduto la privacy degli utenti

Nel 2014 la società Facebook ha acquisito anche WhatsApp ed è proprio a questo periodo che si riferisce Brian Action, co-fondatore dell’azienda, quando parla di “vendita della privacy”. A Mark Zuckerberg l’acquisizione di WhatsApp è costata circa 19 miliardi di dollari ma ad Acton è costata molto di più. In una intervista a Forbes ha dichiarato: “Ho venduto la privacy dei miei utenti a un beneficio maggiore. Ho fatto una scelta e un compromesso e ci vivo ogni giorno“.

Non è la prima volta che Brian Acton parla in questa maniera di ciò che è accaduto ben 4 anni fa. L’ultima volta è stato a riguardo dello scandalo che ha coinvolto Facebook. Nell’ultimo periodo sono state tantissime le persone che hanno deciso di lasciare il social network, e non come utenti, ma come collaboratori e dirigenti. Nel 2017 è stato il turno del co-fondatore di WhatsApp, mentre qualche giorno fa anche i fondatori di Instagram hanno salutato l’azienda.

Nel 2017 il social network ha promesso di risolvere molti dei problemi esistenti ma sembra che nell’ultimo anno siano aumentati invece che diminuire. Il problema più grave è sicuramente quello della privacy e forse sullo stesso piano quello delle fake news. Facebook sta continuando a combattere le fake news, nonostante tutti i problemi che deve affrontare, compreso tenere in piedi il colosso.