DNA sullo smartphone

Quando ci si reca dal dottore per eseguire degli esami specifici viene richiesta un’analisi del DNA per avere un quadro completo della situazione.

Ma oggi grazie al costante progresso tecnologico sarà possibile avere a disposizione il proprio DNA sul cellulare in qualsiasi parte del mondo ci si trovi. Questo eviterebbe di sottoporsi costantemente alle consuete analisi genetiche.

Lo scopo della ricerca condotta da un team di esperti ha lo scopo di eseguire una compressione dei dati genomici contenuti nel DNA di ciascun individuo. In questo modo le ridotte dimensioni finali del pacchetto di dati saranno facilmente trasmissibili a dispositivi elettronici di dimensioni ridotte come gli smartphone.

I dati contenuti nel nostro DNA possono essere compressi? Vediamo come stanno lavorando gli esperti.

L’idea di realizzare una cartella digitale con i dati del DNA di ciascuno di noi è nata dalla startup svizzera GenomSys. Tale idea si basa sull’innovativo standard ISO MPEG-G. Quest’ultimo ha cercato di creare un software che fosse capace di rendere l’analisi del DNA comodamente accessibile. Tale semplice accessibilità ad una mole di dati così grande ovviamente richiede l’ausilio del modello di compressione dei media digitali.

Nello scambio di dati anche la Commissione UE sta mostrando notevole impegno ed interesse.

Leonardo Chiariglione, fondatore del gruppo internazionale di esperti, durante un incontro realizzato dalla rete Digitalians nella sede della Regione Piemonte a Bruxelles si è espresso nei seguenti termini riguardo questo rivoluzionario progetto.

«Il modello che ho in mente è avere il mio sequenziamento del Dna direttamente sul telefonino, così se mi succede qualcosa in qualsiasi parte del mondo il dottore può controllare i miei dati dal telefono».

Anche il Direttore generale della DG Connect, Roberto Viola, ha dimostrato la sua approvazione ed il suo entusiasmo nei confronti di questa ricerca affermando:

«L’idea è di codificare anche i dati medici che il viaggiatore potrà portare con sé con una propria cartella digitale. Il prossimo passo sarà permettere la simulazione delle terapie mediche sul nostro gemello digitale, la sequenza di Dna».