ghiaccio

Ricostruire la storia del passato delle regioni più inospitali della Terra, come quelle interamente ricoperte di ghiaccio, non è semplice. Si va sempre alla ricerca di elementi che possano fornirci informazioni più dettagliate, a volte non si riesce ma altre volte si.

Infatti una carota di ghiaccio estratta nel 2015 sulla costa orientale della Groenlandia ha permesso agli studiosi di ricostruire circa 120.000 anni di storia. Si tratta di una carota di ghiaccio lunga ben 584 metri.

Lo studio ha coinvolto l’Istituto di scienze polari del Consiglio nazione delle ricerche (Cnr-Isp) nell’ambito del progetto europeo “ice2ice”. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Climate of the Past.

Cosa ci racconta la carota di ghiaccio analizzata?

Le analisi eseguite sulla carota di ghiaccio della Groenlandia hanno fornito dati importanti. Tali dati difatti hanno permesso di ricostruire 120.000 anni di evoluzione del ghiaccio marino artico.

Dalle analisi effettivamente risulta che l’estensione media del ghiaccio marino artico avrebbe raggiunto la sua estensione media negli ultimi 11.000 anni. Però il periodo di massima estensione si verificò ben 20.000 anni fa circa praticamente durante l’ultimo massimo glaciale.

Successivamente il ghiaccio formatosi cominciò a sciogliersi circa 17.500 anni fa parallelamente ai cambiamenti climatici verificatesi in quel periodo. Infine, tale evento condusse allo stato interglaciale odierno.

Quali analisi sono state svolte sulla carota di ghiaccio artico?

Sulla carota glaciale estratta cinque anni fa i ricercatori hanno eseguito l’analisi dei sali marini in essa contenuti.

In particolare, le analisi chimiche eseguite con spettroscopia di massa hanno fornito dati importanti.

Infatti dalla carota di ghiaccio le analisi hanno quantificato bromo, sodio ed altri elementi. Questi ultimi secondo le opinioni degli studiosi sarebbero intrappolati nella matrice di ghiaccio in concentrazione di una parte per trilione.

La massa ghiacciata formatasi dal congelamento dell’acqua marina durante l’inverno è pienamente coinvolta nei processi che legano l’atmosfera, gli oceani e la biosfera. Si tratta di una variabile climatica di fondamentale importanza.

Purtroppo la formazione dei ghiacciai è un argomento di notevole spessore nel panorama scientifico mondiale questo perché essa risente fortemente dei cambiamenti climatici.

Infatti negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un drammatico decremento dell’oceano artico proprio a causa delle attività umane che determinano un riscaldamento globale decisamente preoccupante.

Niccolò Maffezzoli, ricercatore del Cnr-Isp e autore della ricerca proprio in merito al riscaldamento globale legato alle attività umane ha affermato:

«Le osservazioni satellitari in Artico sono disponibili dagli anni ’80 e i modelli climatici prevedono un Oceano Artico libero dai ghiacci in estate nel giro di qualche decennio».