Malattie cardiovascolari e Pfas

Ad oggi le malattie cardiovascolari sono riconosciute come la principale causa di morte seguite dalle neoplasie e dall’ipertensione. Le sole malattie cardiovascolari sono responsabili di milioni di morti ogni anno in tutto il mondo.

Le malattie cardiovascolari dipendono da un alterato meccanismo di coagulazione del sangue. Ciò, determina la formazione di coaguli che viaggiando all’interno dei vasi sanguigni di piccolo calibro possono occludere la perfusione e determinare patologie importanti. Ne sono un esempio l’infarto cardiaco e l’ictus cerebrale.

Chi è coinvolto nel meccanismo di coagulazione?

In condizioni di normalità la fluidità del nostro sangue dipende da un delicato equilibrio tra fattori che bloccano e fattori che stimolano la coagulazione sanguigna.

Però, in presenza di fattori di rischio come il diabete, il fumo, l’obesità e altri ancora, questo equilibro risulta alterato. Il risultato è un’inopportuna attivazione delle piastrine cioè di quegli elementi corpuscolati del sangue coinvolti nell’attivazione dei processi emostatici.

Tale alterazione correla con una diminuzione della perfusione ad organi vitali come il cuore ed il cervello. La ridotta ossigenazione di questi organi determina lo svilupparsi di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari come evidenziato in precedenza.

Ci sono fattori di rischio a cui più o meno consapevolmente ci esponiamo attraverso il consumo di alcool, fumo, uno stile di vita scorretto etc.

Ma vi sono fattori di rischio per le malattie cardiovascolari a cui siamo costantemente esposti senza neanche esserne coscienti.

Attraverso una ricerca tutta italiana i dati ottenuti hanno dimostrato che questi fattori di rischio cardiovascolare sono rappresentati dai Pfas.

Che cosa sono i Pfas? Sono correlati alle malattie cardiovascolari?

I Pfas sono le sostanze perfluoroalchiliche che possono essere presenti nelle vernici, nei farmaci, in presidi medici o anche nei tessuti.

Sono sostanze a cui ogni giorno siamo esposti. Questo perché sono presenti nelle vernici utilizzate per tinteggiare le pareti, nei tessuti che costituiscono il nostro vestiario o nei rivestimenti per contenitori di alimenti.

La correlazione tra l’inquinamento da Pfas e le malattie cardiovascolari è venuta fuori attraverso uno studio condotto da ricercatori italiani.

Il gruppo di ricerca che ha condotto lo studio ha a capo il rinomato Prof. Carlo Foresta dell’Università di Padova. In più il lavoro ha coinvolto anche i gruppi di Luca De Toni e Andrea Di Nisio.

Lo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences.

Com’è stato condotto lo studio per dimostrare la correlazione tra Pfas e malattie cardiovascolari?

La ricerca nasce dalle osservazioni riportate sia da studi internazionali che dal Servizio Epidemiologico Regionale del Veneto.

Da tali osservazione emerge che si registra un incremento del rischio cardiovascolare associato all’inquinamento da Pfas.

Questi ultimi sono i composti perfluorati utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua molti materiali.

In particolare i ricercatori hanno osservato che lo Pfoa (acido perfluoottanoico) rappresenta il principale inquinante ambientale del territorio veneto.

Questo composto perfluorato sarebbe in grado di attivare le piastrine rendendole più suscettibili alla coagulazione anche in condizioni normali. Ciò predispone ad un aumento del rischio cardiovascolare.

I risultati di questo studio sono il risultato di iniziali osservazioni in vitro. Gli stessi dati sono stati poi confermati grazie a test svolti su 78 soggetti con differenti livelli di esposizione a Pfas.

Dai risultati ottenuti il Professore Carlo Foresta ha affermato:

«I test hanno confermato dei segnali di aumentata attivazione piastrinica con conseguente incremento della propensione all’aggregazione delle stesse».

I dati dell’indagine svolta potrebbero spiegare l’osservazione epidemiologica tra Pfas e malattie cardiovascolari soprattutto in presenza di ulteriori fattori di rischio noti per queste patologie.