biodiversità

I dati che oggigiorno arrivano a noi relativi alla biodiversità e alla ricchezza di specie animali che popolano il nostro pianeta sono davvero scoraggianti. Per tutelare le specie a rischio di estinzione la cosa migliore è eseguire la mappatura delle popolazioni che vivono allo stato selvatico.

Nel regno animale dal 1970 ad oggi la popolazione dei vertebrati si è ridotta del 60%. Invece l’ultimo rapporto IPBES dichiara a rischio di estinzione oltre un milione di specie animali. Questi dati dimostrano la presenza di una biodiversità in costante e drammatico declino.

Per poter scongiurare o mitigare questa terribile ecatombe varie associazioni di tutto il mondo hanno mandato avanti diversi progetti di tutela e conservazione.

In particolare Google ha messo a disposizione di etologi e scienziati le proprie tecnologie di intelligenza artificiale, per facilitarne il lavoro insieme con Wildlife Insights.

Per eseguire la mappatura delle specie che vivono allo stato selvatico gli studiosi utilizzano per lo più fototrappole. Si tratta di particolare macchine fotografiche posizionate in punti strategici che si attivano al passaggio degli animali scattando una fotografia.

In questo modo gli scienziati possono tenere sotto controllo le specie animali che popolano un determinato ambiente e controllarne lo stato di salute. In più, attraverso le fototrappole gli scienziati seguono i loro spostamenti e le eventuali migrazioni.

Ovviamente le fototrappole si attivano costantemente anche al passaggio di un insetto o al movimento di un filo d’erba poiché si attivano attraverso un sensore.

Per cui capiamo bene come sono migliaia le foto che vengono scattate e catalogarle diventa davvero difficoltoso. Potrebbe succedere che si cataloghino delle immagini di un animale scattate settimane o mesi antecedenti alla catalogazione e questo non ha molto senso.

L’impegno di Google per proteggere la biodiversità

Proprio per rendere più agevole questo complicato meccanismo di selezione delle immagini Google ha fornito un grande contributo.

Infatti la grande azienda statunitense ha messo a disposizione di Conservation International i suoi sistemi di intelligenza artificiale specializzati nel riconoscimento delle immagini.

Dal momento in cui Google ha fornito tali sistemi, sono oltre 4 milioni e mezzo le immagini già caricate su Wildlife Insights.

Il sistema è in grado di analizzare una fotografia ed identificare le specie immortalate in pochi istanti. Inoltre lo stesso sistema riesce a catalogare fino a 3,5 milioni di immagini l’ora.

Fino ad oggi l’intelligenza artificiale di Google ha riconosciuto 614 specie animali con un precisione variabile tra l’80% e il 98,6%. Il sistema di AI inoltre ha la capacità di scartare tutte le immagini inutili scattate dalle fototrappole.

Quello che si spera è che l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale possa permettere di avere un quadro sempre più chiaro e preciso della situazione.

È fondamentale capire cosa accade alle varie specie animali. Solo così potremo mettere a punto politiche più efficaci per la tutela dell’ambiente e degli animali che lo popolano.