emicrania

L’emicrania è una delle forme più comuni di mal di testa. Si manifesta generalmente attraverso un dolore intenso di tipo pulsante che tende ad interessare la parte anteriore della testa o un lato della testa.

Si tratta di una patologia che si manifesta con attacchi ricorrenti che si presentano con una frequenza molto variabile e colpisce prevalentemente il sesso femminile. I soggetti che soffrono di questo disturbo ne vedono compressa in modo importante la propria qualità della vita. Questo, perché chi soffre di emicrania ha difficoltà a condurre una vita sociale e professionale normale. Infatti, il disturbo potrebbe insorgere da un momento all’altro senza alcun preavviso creando disturbi che a volte includono anche nausea e sensibilità alla luce.

Anche se può compromettere seriamente la qualità della vita di chi ne soffre, l’emicrania è comunque un disturbo che può essere trattato. Il trattamento include l’eliminazione o la riduzione dell’esposizione ai fattori scatenanti. Ma ovviamente, esistono anche farmaci per alleviare il dolore ed i sintomi durante la face acuta dell’emicrania oppure per prevenirne ulteriori attacchi.

Ma anziché imbottire di farmaci i soggetti che soffrono di emicrania questi potessero interromperla o prevenirla diversamente sarebbe un grosso beneficio per loro. Ecco allora che alcuni ricercatori mettono a punto un progetto con lo scopo di sviluppare un dispositivo per trattare l’emicrania o prevenirla.

Lo studio è stato svolto nei laboratori del Dipartimento di Neurologia della West Virginia University e proprio sul sito della stessa università è disponibile l’intero articolo.

Un nuovo dispositivo per trattare l’emicrania o prevenirla stimolando il nervo vago

Il gruppo di ricercatori della prestigiosa università statunitense con a capo il neurologo Umer Najib ha realizzato un apparecchio completamente innovativo. Precisamente, si tratta di un dispositivo della grandezza di uno smartphone mediante il quale è possibile stimolare il nervo vago. Quest’ultimo è un nervo che attraversa varie aree partendo dal cranio attraversando il viso, il torace e l’addome.

L’innovazione realizzata dal Dottor Najib e dal suo team consiste nel fatto che questo dispositivo non richiede di essere impiantato, a differenza di quelli precedenti. Infatti, il nuovo e straordinario dispositivo messo a punto dal team americano funziona in modo completamente diverso.

Ecco come funziona il nuovo dispositivo messo a punto per trattare l’emicrania

Il dispositivo realizzato dai ricercatori statunitensi si appoggia sul collo e stimola il nervo vago in modo da influenzare specifiche zone. In particolare, si vuole stimolare particolari zone del tronco encefalico coinvolte nel disturbo dell’emicrania.

Lo studio è stato svolto sugli animali ha permesso di ottenere risultati nuovi e sorprendenti.

Infatti, secondo i ricercatori, utilizzare tre volte al giorno ogni giorno questo dispositivo potrebbe interrompere un attacco di emicrania in corso o prevenirlo. I primi risultati sono stati piuttosto incoraggianti ma sempre e comunque svolto su animali. Bisognerà pertanto effettuare delle prove sull’uomo. I ricercatori lo stanno già facendo ma la sperimentazione in atto durerà almeno sei mesi. Coloro i quali parteciperanno allo studio dovranno applicare lo stimolatore nervoso sul collo per due minuti e per tre volte al giorno.

Nel caso in cui anche sull’uomo dovessero registrarsi gli stessi risultati positivi ottenuti sugli animali, il successo sarebbe sicuramente dietro l’angolo. Questo perché il nuovo dispositivo potrebbe rappresentare un approccio alternativo ai farmaci attualmente in uso per trattare o prevenire un attacco di emicrania. Soprattutto perché non tutti i pazienti che soffrono di questo disturbo neurologico posso assumere i farmaci i triptani. Infatti tali farmaci possono determinare lo sviluppo di effetti collaterali anche particolarmente gravi.

Il Dott. Najib riguardo il dispositivo messo a punto dal suo team, nel comunicato stampa in cui presentava il dispositivo ha precisato:

«Stiamo parlando di neuromodulazione come un modo per manipolare il sistema di dolore centrale applicando impulsi elettrici o magnetici a specifici nervi o aree del cervello».