medioevo

Il Medioevo è quel periodo storico che comprende dieci secoli che vanno dal V al XV secolo. Un periodo pieno di grandi cambiamenti avvenuti nel campo della società, delle guerre, della religione, della scienza e anche delle arti.

Tutto ciò che noi conosciamo relativo a questo importante periodo storico, lo abbiamo appreso grazie ai libri che in quel periodo vennero scritti dagli amanuensi.

Ma tutti i libri medioevali nascondono un segreto, una sorta di seconda storia nascosta dietro quella effettivamente riportata dagli amanuensi. Questo l’archeologo biomolecolare Matthew Collins lo sa bene poiché è stato colui che ha reso nota questa storia segreta studiando il DNA contenuto nei libri.

Come hanno fatto i ricercatori a studiare il DNA dei libri del Medioevo?

Capire perché i libri del Medioevo siano “una cassa piena di dati molecolari” come affermato dallo stesso Collins, in realtà, non è poi così difficile. Infatti, dobbiamo pensare che quei libri sono stati stampati per la maggior parte su pelli animali, come quelle di mucche, pecore, cervi, capre o daini. Pertanto quei documenti rappresentano migliaia di mandrie di animali. Per cui, l’idea dell’archeologo Collins di estrarre e studiare il DNA contenuto nei libri del Medioevo è tutt’altro che bizzarra.

Dunque, per studiare le genetica dei ceppi animali basta avere a disposizione le pagine di questi libri antichi. Inoltre quegli stessi libri dobbiamo pensare che nel tempo sono stati smaneggiati, abbracciati e baciati da migliaia di persone nei millenni che sono trascorsi. Per cui, dai libri medioevali, i ricercatori hanno anche estratto il DNA di tutti coloro che hanno lavorato, toccato, baciato, pianto e quant’altro su quei documenti.

Cosa hanno evidenziato analizzando il DNA dei libri risalenti al Medioevo?

I dati ed i risultati venuti fuori dall’analisi del DNA estratto da questi testi antichi sono davvero sorprendenti. Infatti, si intrecciano fattori che prima non sembravano correlati. Tra questi, ad esempio, il DNA di tutte le specie e i virus di cui soffrivano le genti di quel periodo. Gli archeologi hanno anche ricostruito le tecniche amanuensi, le migrazioni delle mandrie e degli esseri umani, le tragedie, le carestie e le pestilenze.

Dunque è chiaro come dei circa 5.000 manoscritti e pergamene prese in esame da Collins e colleghi è emersa una mole di dati incredibile. Addirittura sembra che attraverso questi stessi dati si possa stabilire quali infezioni virali colpirono chi li scrisse o li maneggiò.

Siamo di fronte a qualcosa di davvero sensazionale e che non ha precedenti nella storia dell’archeologia biomolecolare.