WhatsApp PayWhatsApp Pay è finalmente arrivato con l’annuncio ufficiale del padre fondatore di Facebook nella eminente personalità di Mark Zuckerberg. Si tratta della nuova piattaforma per la gestione dei pagamenti digitali via-app che ingaggia una sontuosa e quanto mai accanita competizione con gli altri colossi del mondo Hi-Tech. Ad assorbire il colpo di questa contromossa sono soprattutto Google, Amazon, Apple, Samsung e Huawei, reduci dalla proposizione dei propri sistemi e-payments. Scopriamo subito come funziona.

 

WhatsApp Pay è qui: tremano i rivali

La piattaforma esce dalla fase di test in India del 2018 per approssimarsi a livello mondiale sotto forma di nuova opzione per il sostegno ai pagamenti via applicazione. Dopo essersi concentrato sull’aspetto burocratico della questione, il colosso di Menlo Park conta di avviare una minuziosa diffusione del progetto ad un certo numero di Paesi entro 6 mesi.

Conosciamo già il sistema di funzionamento del tutto simile a quello coordinato e gestito da altre realtà concorrenti del mercato. Si basa su tecnologia UPI (Unified Payment Interface) Peer to Peer, piattaforma di pagamento che lavora in tempo reale per facilitare le transazioni interbancarie.

Prende spunto da WeChat, attivo in Cina, e per il quale si è riscontrato un favoloso successo. Consente, allo stesso modo, di effettuare pagamenti fra persone e di pagare nei siti di e-commerce che lo supportano. Tutto avviene per mezzo del proprio account WhatsApp da collegare direttamente agli estremi del conto corrente oppure ad una carta di credito pre-intestata.

Avremo modo di scoprire come si evolverà il progetto che sfida a viso aperto i Big del sistema commerciale online. Voi che cosa ne pensate in merito a questo nuovo schema di gestione delle finanze? Spazio a tutti i vostri commenti.