tumori

I tumori originano da cellule normali che a causa di danni al proprio DNA “impazziscono” e cominciano a proliferare in modo incontrollato. In tal modo, daranno origine alla massa tumorale. Nonostante si tratti di cellule sane, le cellule tumorali differiscono da queste ultime per alcune caratteristiche. Questi fattori sono gli stessi che permettono al nostro sistema immunitario di riconoscere e distruggere un tumore. Ma questo non sempre si verifica poiché sembra che il tumore riesca a nascondersi per non farsi riconoscere dal sistema immunitario. È fondamentale comprendere qual è questo punto di forza che il tumore può sfruttare a suo completo vantaggio.

In questo senso hanno lavorato i ricercatori tedeschi della Leibniz University Hannover (Luh) in collaborazione con l’Università di Friburgo. Il team di ricercatori della Luh è stato guidato dalla dottoressa italiana Teresa Carlomagno. Lo studio ed i risultati osservati sono stati pubblicati sulla autorevole rivista Science Advances.

Nello studio i ricercatori hanno chiarito come i tumori riescano a nascondersi per non essere attaccati dalle cellule immunitarie e ciò è possibile proprio grazie al sistema immunitario stesso.

Ecco cosa hanno osservato i ricercatori a proposito dell’attività del sistema immunitario e dei tumori

In condizioni normali, quando il sistema immunitario si attiva, la presenza di due proteine Pd-1 e Shp-2 sulla superficie delle cellule T, impedisce che questo reagisca in modo eccessivo. Quindi, se vogliamo, queste due proteine agiscono da freno per l’attività immunitaria. In particolare, la proteina Pd-1 sopprime l’eccessiva risposta immune per evitare processi infiammatori anomali. Per poter svolgere la sua funzione tale proteina deve essere, però, attivata. Solo una volta attiva, interagisce con la seconda proteina, la Shp-2 determinando l’inizio di una cascata di eventi che culmineranno nel blocco della risposta immunitaria.

I tumori, secondo quanto osservato nello studio condotto dai ricercatori tedeschi, si approprierebbero indebitamente di questo meccanismo per eludere la risposta immunitaria. In pratica, le cellule tumorali che esprimono la proteina Pd-1 sulla propria superficie la attiverebbero per farla interagire con la proteina Shp-2. In tal modo, le cellule tumorali indurrebbero uno spegnimento della risposta immunitaria.

Attualmente sono numerose le terapie anti-cancro che mirano a disturbare l’attivazione della proteina Pd-1 sulle cellule tumorali e si basano sull’utilizzo di anticorpi monoclonali. Questi, però sono molto costosi e hanno un nutrito elenco di effetti collaterali. La scoperta effettuata in questo studio può spingere i ricercatori a sviluppare terapie alternative in grado di riattivare il sistema immunitario contro il tumore. Queste terapie alternative dovrebbero però essere efficaci a dosi moderate e con pochi o nulli effetti indesiderati per il paziente.