pandemia

Il Coronavirus cinese 2019-nCoV sta continuando ad evolversi e dilagare non solo in Cina ma anche in alcune altre parti del mondo. Anche in Italia le autorità hanno confermato il contagio di due persone e altre sono in isolamento. Ancora però è presto per parlare di pandemia. Saranno decisivi i prossimi 15 giorni che chiariranno la situazione in merito al virus cinese partito dalla città di Wuhan. Secondo gli esperti ci sono comunque ragioni di ottimismo.

La curva relativa ai contagi da Coronavirus 2019-nCoV in Cina ha subìto una notevole impennata negli ultimi giorni rispetto alla stessa curva in altri Paesi dove rimane pressoché piatta. Proprio questa curva è quella che gli esperti, di giorno in giorno, tengono sott’occhio per comprendere al meglio come sta evolvendo l’epidemia da coronavirus. Infatti, il coronavirus cinese sta evolvendo e la sua adattabilità e contagiosità appaiono molto più forti di quelle dello stadio iniziale dell’epidemia. A riprova di ciò, ci sono i numeri che testimoniano quanto riportato dagli esperti. Ma se è vero che i numeri riportati suscitano timore e apprensione, saranno i prossimi 15 giorni a chiarire se l’emergenza rimarrà circoscritta alla Cina o se si scatenerà una pandemia dagli esiti imprevedibili. Nonostante ciò, come già accennato prima, gli studiosi sono ottimisti.

Gli esperti sono ottimisti e non parlano di pandemia da coronavirus cinese

L’ottimismo che gli esperti dimostrano è supportato dal fatto che i nuovi contagi si registrano quasi esclusivamente nell’area cinese. Gli altri Paesi, invece, hanno solo casi sporadici tra l’altro, importati dalla stessa Cina. Questo è sicuramente un dato di notevole importanza poiché dimostra che le misure di contenimento messe in atto dalle varie autorità stanno dando i loro frutti. La speranza è che il cordone sanitario riesca a reggere le prossime settimane nonostante l’impatto fortemente negativo che l’epidemia ha avuto sullo scenario economico non solo cinese, ma mondiale.

Gli esperti sostengono che si potrà parlare di pandemia solo e soltanto se si genereranno nuovi focolai epidemici al di fuori della Cina. Al momento, però, questa ipotesi è stata esclusa e tutto sembra essere ancora sotto controllo.