tartaruga

Si sa le tartarughe sono tra gli animali più longevi. Infatti, molto spesso si sente parlare di tartarughe vissute 100 anni o anche più. Questi animali sono davvero straordinari e tra loro ve ne sono alcune specie davvero molto grandi e bizzarre come, ad esempio, la Stupendemys geographicus. Si tratta di una specie di tartaruga vissuta più di 12 milioni di anni fa. In queste settimane i ricercatori hanno ampiamente studiato ed analizzato questa specie antica.

Sono davvero numerosi i reperti fossili che hanno permesso di fare maggiore chiarezza su questa tartaruga così antica. In particolare, nuovi fossili rinvenuti in Colombia e Venezuela hanno rappresentato una preziosa fonte di informazioni.

Ecco quali sono le caratteristiche di questa tartaruga vissuta 12 milioni di anni fa

Dall’analisi dei reperti fossili i ricercatori hanno potuto comprendere che questa tartaruga era almeno due volte più grande della Dermochelys coriacea, considerata la più grande attualmente vivente sulla Terra. Inoltre, i maschi di questa specie di tartaruga vissuta 12 milioni di anni fa, presentano un insolito corno sul proprio carapace. Questi esemplari utilizzavano questa struttura per eseguire violente battaglie con il nemico impedendogli di muoversi. Tutto questo, per territorialismo. Sembra anche che queste tartarughe pesassero quanto un ippopotamo e fossero lunghe anche più di 2,4 metri tanto che, secondo gli studiosi, erano anche in grado di respingere i coccodrilli.

Gli studiosi descrissero il genere Stupendemys per la prima volta nel 1976 dopo il ritrovamento di un esiguo numero di fossili. La possibilità di poter contare su una maggiore quantità di reperti fossili, ha permesso al team di ricercatori di estrapolare una mole di informazioni nettamente maggiore di quanto non fosse stato possibile in passato. Proprio grazie allo studio e all’analisi di questi reperti fossili Edwin Cadena dell’Università Del Rosario insieme ai colleghi hanno definitivamente classificato come S. geographycus frammenti di mascelle precedentemente assegnati ad altre specie. Lo studio in cui i ricercatori hanno effettuato questa classificazione è stato pubblicato sulla rivista Science Advances.