tumore alla prostata

Il cancro della prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile. Rappresenta circa il 20% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo: le stime, relative all’anno 2017, parlano di 34.800 nuovi casi l’anno in Italia. Nonostante ciò, il rischio che la malattia abbia un esito infausto è basso, soprattutto se si interviene in tempo. Il tumore della prostata ha origine dalle cellule presenti all’interno di una ghiandola, la prostata, che cominciano a crescere in maniera incontrollata.

Il cancro alla prostata determina un considerevole ingrossamento della ghiandola, una condizione clinicamente definita iperplasia prostatica. Di norma, in questa situazione, si esegue una biopsia prostatica. Quest’ultima prevede il prelievo di un campione di tessuto prostatico sul quale gli anatomopatologi eseguiranno l’esame istologico. Per fare questo però è richiesta collaborazione da parte del paziente e tempo sufficiente per eseguire l’intervento e le successive analisi sul pezzo bioptico. Tutto ciò, ovviamente, rallenta la diagnosi e la definizione di un eventuale tumore.

Sembra però che mediante sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale (AI), i patologi che si occupano della diagnosi e stadiazione dei tumori alla prostata possano risparmiare del tempo prezioso, senza timore di fornire una prestazione meno accurata.

Gli step della sperimentazione dei sistemi di AI per diagnosticare e definire il tumore alla prostata da biopsie

Un team di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma guidati da Martin Eklund ha sviluppato questi sistemi di intelligenza artificiale. Lo studio è stato pubblicato sulla autorevole rivista Lancet Oncology. Per valutare l’efficacia del sistema di AI messo a punto da loro nell’eseguire diagnosi sufficientemente accurate, i ricercatori hanno ottenuto immagini digitali di circa 7.000 campioni di biopsie effettuate su uomini svedesi. Con queste immagini sono state fornite al sistema di AI le basi attraverso le quali possa riconoscere la presenza di un tumore della prostata e le sue caratteristiche.

Dopo questa fase, gli studiosi hanno utilizzato il sistema per identificare la presenza della malattia, la sua estensione e il grado di aggressività del tumore prostatico. I ricercatori hanno testato il sistema sia in campioni tumorali provenienti da un gruppo indipendente di 1.631 biopsie, sia in 330 campioni appartenenti ad un gruppo di controllo esterno. I risultati ottenuti dimostrano che il sistema di intelligenza artificiale distingue in modo efficace e pressoché perfetto i campioni tumorali da quelli sani. Inoltre, lo stesso sistema di intelligenza artificiale ha dimostrato ottime performance nel definire l’estensione del tumore.

I ricercatori a fronte dei brillanti e sorprendenti risultati ottenuti hanno affermato:

«Anche se non potrà mai sostituire completamente un essere umano, l’utilizzo di questi sistemi potrebbe in futuro ridurre il carico di lavoro dei patologi, fornire una seconda opinione, uniformare il processo di assegnazione del grado di malattia. inoltre,  potrebbe rendere disponibili competenze e servizi di patologia in parti del mondo dove attualmente non sono presenti».

Fondamentalmente, si tratta di sistemi capaci di imparare dai loro errori e migliorano sempre le loro performance ad ogni utilizzo. Pertanto, più biopsie prostatiche esamineranno questi algoritmi di intelligenza artificiale, più diventeranno accurate le loro diagnosi.