COVID-19

Il Coronavirus cinese partito dalla città di Wuhan ha adesso un nome: COVID-19. I numeri delle vittime e dei contagi relativi a questo nuovo agente virale crescono di giorno in giorno. Il mondo teme il nuovo coronavirus. Gli scienziati si chiedono, però, se il nuovo virus tema le alte temperature e quindi se si possa sperare in un rallentamento dei contagi con l’arrivo dell’estate.

In effetti, alcuni virus respiratori seguono un andamento stagionale. Questo vuol dire che si diffondono più facilmente quando le temperature si abbassano, ma molto meno quando le temperature aumentano. Ciò potrebbe dipendere dalle interazioni tra i patogeni e le condizioni atmosferiche. Ma se questa stagionalità è ben chiara e documentata per la gran parte dei virus, non lo è ancora per COVID-19.

Finora, infatti, gli scienziati hanno compreso che il virus sembra cavarsela bene in aree tropicali, come dimostrato dalla diffusione a Singapore. Questo indica che COVID-19 è improbabile che venga messo a tappeto dalle alte temperature estive. Addirittura, l’innalzamento della temperatura che si verifica in estate potrebbe rendere il contagio più difficile per poi riportarlo in auge il prossimo inverno. In questo modo, il virus si trasformerebbe in una minaccia endemica.

COVID-19 si fermerà in estate? Speriamoci, ma non troppo!

In passato, durante l’epidemia di SARS del 2002 partita sempre dalla Cina, l’estate sembra abbia frenato i contagi. In realtà, l’arresto dell’epidemia di SARS è da attribuire principalmente ai sorprendenti sforzi di contenimento messi in atto a livello globale. Ma ipotizzare che anche per il COVID-19 l’estate possa rappresentare un freno, è, in effetti, solo una speranza. Bisogna che tutti gli operatori sanitari e le autorità non abbassino la guardia e continuino a mettere in atto le uniche misure efficaci di cui disponiamo: l’isolamento medico dei casi sospetti e la quarantena dei soggetti contagiati.

Sono numerosi gli esempi di virus che si sono diffusi in aree del mondo con clima arido. Ricordiamo, infatti,  il coronavirus della MERS che esordì in estate nelle regioni roventi dei Paesi del Golfo oppure, il virus dell’influenza H1N1 che esordì nella primavera-estate 2009. Dunque, gli scienziati non sono molto fiduciosi del fatto che COVID-19 si fermerà con l’arrivo delle alte temperature. Possiamo solo ipotizzare che succeda, ma senza sperarci troppo.