Parkinson

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio. La malattia è presente in tutto il mondo ed in tutti i gruppi etnici. L’età media di esordio è generalmente intorno ai 58-60 anni ma vi possono anche essere forme di questa malattia ad esordio giovanile. Si tratta di una patologia invalidante e che correla con la comparsa di una sintomatologia particolarmente peculiare. Sembra però che si possa stimare con notevole precisione ed oggettività la gravità della malattia o comunque, avere la tracciabilità dei sintomi della malattia di Parkinson.

Infatti, in uno studio pubblicato sulla rivista npj Digital Medicine, viene sottolineata l’importanza della tecnologia indossabile. Gli avanzamenti in questo settore potrebbero rivelarsi davvero utili per stimare la gravità della malattia o per monitorare i sintomi che si manifestano. I nuovi strumenti della tecnologia indossabile, secondo quanto sostengono gli stessi autori dello studio, possono aiutare a gestire e tenere sotto controllo costantemente questa patologia. Addirittura, questi stessi strumenti potrebbero rappresentare una possibilità per lo sviluppo di nuove terapia che potrebbero fornire “dati di alta qualità” in relazione alla malattia di Parkinson.

Gli step della sperimentazione della tecnologia indossabile sui malati di Parkinson

I ricercatori hanno sperimentato la loro tecnologia indossabile già su vari volontari, 60 soggetti sani e 95 con Parkinson. Questi pazienti hanno registrato quotidianamente le proprie attività e dovevano notificare in appositi diari elettronici i sintomi che avvertivano. Il monitoraggio di questi soggetti ha avuto luogo sia a casa che in laboratorio mediante idonei dispositivi indossabili che raccolgono le informazioni in tempo reale. Gli studiosi, durante il monitoring, hanno però rilevato una notevole quantità di falsi negativi o positivi che con coincidevano con i dati dei dispositivi indossabili. Ciò dimostra che c’è bisogno di una tecnologia all’avanguardia e particolarmente sofisticata per monitorare al meglio i sintomi della mattia. Quindi bisognerebbe tralasciare questionari o diari giornalieri perché mancano di affidabilità.

Kip Thomas, ricercatore della Boston University ha affermato:

«Le tecnologie digitali hanno il potenziale per migliorare i metodi standard esistenti di valutazione e monitoraggio della malattia di Parkinson, non solo i sintomi motori e non motori del paziente in risposta al trattamento, ma anche la loro capacità funzionale di vivere una vita indipendente e appagante».

Integrare le misure digitali negli studi clinici è dunque di fondamentale importanza. Infatti, in tal modo, si potrà avere una migliore risoluzione dei dati a vantaggio dello scienziato, del medico ma, soprattutto, del paziente.