COVID-19

COVID-19 è il nome ufficiale assegnato al coronavirus partito dalla città di Wuhan, in Cina e che finora, ha mietuto un numero di vittime preoccupante. Ma ancora più preoccupante è il tasso di persone contagiate dall’inizio dell’epidemia. Infatti si stima siano più di 73.000. Per questo motivo, è diventato sempre più impellente il bisogno di sviluppare un vaccino che permetta di affrontare questo temibile agente virale.

Infatti, sono decine le aziende in campo che stanno lavorando per sviluppare un vaccino contro COVID-19. Sono numerose anche le vie seguite, molto diverse tra di loro. Il lavoro è cominciato e la corsa al vaccino contro il nuovo virus è solo alle fasi primordiali. Nonostante siano davvero molteplici le strategie da seguire per lo sviluppo di un vaccino, sembra che la strada migliore da percorrere sia quella tradizionale, cioè quella in cui i vaccini vengono sviluppati facendo crescere il virus, uccidendolo e iniettandolo insieme a sostanze adiuvanti. Si tratta di sostanze che potenziano l’azione della preparazione vaccinale.

Quale altra strada si può seguire per sviluppare una vaccino contro COVID-19?

Nonostante la strada tradizionale abbastanza valida e che porterebbe allo sviluppo di un vaccino, col passare degli anni sono state sviluppate nuove e più rapide tecnologie, prima tra tutti quella dei vaccini ad RNA. Quest’ultimo è un vaccino sintetico fatto di nucleotidi, ossia di breve sequenze genetiche del virus il cui genoma si conosce già perché interamente sequenziato.

La procedura di sviluppo di un vaccino ad RNA segue delle tappe ben definite. Si inizia, infatti, dalla mappa genetica del virus per carpire tutte le informazioni necessarie a costruire un gene sintetico che controlla la produzione di una delle proteine si superficie che il virus utilizza per entrare nelle cellule umane. Il gene sintetico, alla fine, diventerà un elemento fondamentale quello che, quando iniettato riuscirà a stimolare la reazione del sistema immunitario. Il prototipo di un vaccino ad RNA si può ottenere nell’arco di una settimana. Una procedura dunque molto rapida e precisa.

Oppure, un’altra strada sarebbe quella di introdurre il gene sintetico in un altro virus modificato per renderlo inoffensivo. Questo stesso virus, con all’interno il gene sintetico, dovrà essere poi trasferito nelle cellule umane. Si tratta dello stesso principio utilizzato per sviluppare il vaccino contro il virus dell’Ebola responsabile della febbre emorragica.

Capiamo che ottenere il prototipo di un vaccino è un processo breve. Ben più duratura è la fase della sperimentazione del vaccino il quale dovrà superare l’esame delle agenzie regolatorie. Queste ultime sono gli organi responsabili delle autorizzazioni e della sorveglianza farmacologica.