robot subacqueo

Abbiamo ribadito più volte come le attività antropiche abbiano determinato un preoccupate surriscaldamento globale. A quest’ultimo, inoltre, fanno seguito importanti cambiamenti climatici e fenomeni che allarmano tutto la comunità scientifica poiché potrebbero avere ripercussioni mondiali. Tra questi ricordiamo, ad esempio, il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai è quello che, più di tutti. preoccupa gli scienziati anche per la rapidità con cui si verifica. In Antartide, mediante l’ausilio di un robot subacqueo gli studiosi hanno filmato le basi di un ghiacciaio instabile.

Si tratta del ghiacciaio Thwaites, tra i più pericolosi per l’innalzamento del livello del mare. Grazie al robot subacqueo è stato possibile osservare in modo diretto il punto di maggiore fragilità di questo importantissimo ghiacciaio. Gli scienziati definiscono questo ghiacciaio il “ventre molle” della calotta glaciale antartica , per via della sua vulnerabilità. Oggi questa enorme massa ghiacciata è responsabile da sola dell’1-4% dell’innalzamento globale del livello dei mari. La maggiore zona di fragilità del ghiacciaio è quella che viene definita linea di galleggiamento. Si tratta del limite oltre il quale il ghiacciaio si stacca dal fondale marino e comincia a scivolare in acqua. Più la linea di galleggiamento arretra, maggiore è la quantità di ghiaccio che si riverserà in mare.

Nell’immagine che segue possiamo osservare lo schema della struttura glaciale antartica e la posizione della linea di galleggiamento (grounding line nell’immagine).

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Icefin: il robot subacqueo che ha filmato la linea di galleggiamento del ghiacciaio Thwaites

L’International Thwaites Glacier Collaboration (ITGC) è riuscita a filmare la linea di galleggiamento del ghiacciaio antartico grazie ad Icefin, un robot sottomarino operato da remoto (ROV) realizzato dal Georgia Tech lab. Il dispositivo ha raggiunto una profondità di 590 metri ed ha perforato il ghiacciaio con un trapano ad acqua calda. I primi metri di ghiaccio protesi nell’acqua risultano incrostati di rocce e sedimenti oceanici.

Gli scienziati hanno spiegato:

«Abbiamo potuto osservare incredibili interazioni nel ghiaccio create sia dai sedimenti in prossimità della linea di galleggiamento sia dal rapido scioglimento dovuto alle calde acque oceaniche».

La notevole mole di dati, foto e riprese video eseguite dal robot subacqueo saranno analizzati e pubblicati nei prossimi mesi. Da questi dati gli scienziati dovrebbero riuscire a delineare una quadro più preciso del futuro di questo ghiacciaio.