robot per la riabilitazione

Nel corso degli anni, la ricerca sulle tecnologie robotiche ha permesso lo sviluppo di strumentazioni dedicate alla riabilitazione e finalizzate al miglioramento della qualità della vita in persone con patologie neurologiche. Oggi, alcuni ricercatori presentano la possibilità di rivoluzionare il campo dei robot per la riabilitazione. Lo scopo è quelli di creare robot basati sul funzionamento degli androidi sui meccanismi di funzionamento del cervello umano.

Questo nuovo progetto è stato presentato nella rassegna stampa pubblicata sulla rivista Neuron. Si tratta di qualcosa di davvero straordinario ed innovativo che potrebbe permettere di trattare sempre meglio i pazienti affetti da patologie neurologiche con ripercussioni sulla motilità dell’individuo. Lo scopo è creare delle macchine riabilitative che funzionino basandosi sugli stessi meccanismi neurali del cervello umano. In tal modo, si potrebbero sfruttare robot più intelligenti e gli elettrodi utilizzati per stimolare il sistema nervoso dei pazienti. Tale stimolazione diviene importante, ad esempio, dopo un ictus e per favorire il ripristino delle funzionalità motore nei pazienti. Numerosi ricercatori, italiani e non, sono pienamente d’accordo su questo nuovo e sensazionale progetto.

Sostanzialmente realizzando questi robot per la riabilitazione ispirati al cervello umano, i ricercatori creeranno un link importante tra la riabilitazione classica, quella robotica e le soluzioni avanzate di neuro-tecnologia. Risulta essenziale, dunque, una più approfondita conoscenza dei meccanismi neurali che regolano il controllo motorio e la plasticità neurale.

Silvestro Micera, dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Politecnico di Losanna, ha affermato:

«Sono necessari nuovi studi neuroscientifici e modelli computazionali avanzati per permettere di personalizzare e rendere più efficace l’approccio neuro-riabilitativo basato sull’uso di tecnologie innovative».

Il team di ricercatori spera che il nuovo approccio sia la strada migliore che si possa percorrere per condurre allo sviluppo di terapie personalizzate. Queste ultime, si baserebbero sull’utilizzo di robot indossabili e modulabili.