barriere coralline

Le barriere coralline sono delle foreste sottomarine ricche di specie viventi. Si pensi che almeno il 25% di tutte le specie marine del mondo vivono nelle acque delle barriere coralline. Le spettacolari barriere coralline sono “costruite” da piccoli organismi dalla forma a polipo che si radunano in colonie chiamate appunto Coralli, e vivono in simbiosi con delle alghe unicellulari. Purtroppo, però, questi splendidi ecosistemi marini sono sempre più minacciati dalle attività antropiche.

Infatti gli studiosi stimano che entro il 2100 questi ecosistemi spariranno completamente. Queste stime, riportate nello studio presentato all’Ocean Sciences Meeting 2020 di San Diego, sono il riflesso di quello che il surriscaldamento globale e l’avanzare dell’acidità hanno determinato col passare degli anni. Parliamo di numeri davvero drammatici. Già precedenti ricerche avevano mostrato che nel corso dei prossimi 20 anni dal 70 al 90% delle barriere coralline esistenti potrebbero scomparire.

Quali sono gli effetti della scomparsa delle barriere coralline sui coralli?

Le attività antropiche sempre più sconfinate ed invasive avranno effetti devastanti ed incontrollati sulle barriere coralline. Il surriscaldamento globale derivato dalle attività umane, riscalderà le acque al punto che i coralli tenteranno sempre più di liberarsi dalle alghe con cui vivono in simbiosi. I coralli, inoltre, tenderanno a perdere i lor splendidi colori vividi ed acquisiranno un colore bianco opaco. Questo processo è definito “sbiancamento” ed oggi è diffusissimo. In questa condizione, i coralli saranno maggiormente a rischio di morte.

Secondo le ultime stime le barriere coralline risulteranno non più adatte per i coralli già entro il 2045 e i pochissimi siti che potranno fare loro da habitat entro il 2100 saranno pochissimi confinati a piccolissime regioni della Bassa California e del Mar Rosso. Tali siti, però, sono regioni marine non ideali per la formazione di questi ecosistemi marini a causa della loro stretta vicinanza ai fiumi.

Renee Setter, biogeografa dell’Università delle Hawaii ed autrice dello studio, ha affermato:

«Cercare di ripulire le spiagge è fantastico e cercare di combattere l’inquinamento è fantastico. Dobbiamo continuare quegli sforzi e cercare di combattere i cambiamenti climatici al fine di proteggere i coralli ed evitare i fattori di stress composti».