gamer

I videogiochi sono giochi gestiti da un dispositivo elettronico che consente di interagire con le immagini di uno schermo. Divenuto ormai un fenomeno culturale di massa, i videogame rappresentano un medium unico. Infatti, il loro linguaggio è unico e la loro interattività li caratterizza come forme di intrattenimento di massa. Proprio per tale caratteristica i videogame esercitano un potenziale di interesse ed attrazione che altri media non hanno. I gamer sono davvero numerosi e comprendono sia bambini che ragazzi ma anche adulti.

Siete degli abili gamer? Per voi ci sarebbe la possibilità di offrirvi come cavie per il prossimo studio dell’Università di Buffalo, nello Stato di New York. L’obiettivo di questo progetto finanziato dalla Difesa degli Stati Uniti è quello di ricavare informazioni utili per creare un sistema di intelligenza artificiale (AI) che abbia la capacità di controllare e coordinare spostamenti e azioni di un’intera flotta di robot militari.

Gli step della sperimentazione sul cervello dei gamer per creare il sistema di AI militare

Questo studio, ha richiesto oltre 300.000 dollari gentilmente concessi dalla DARPA, l’agenzia del governo di Washington che si occupa di progetti speciali in ambito militare e strategico. I partecipanti al progetto dovranno giocare partite da 5-10 minuti ad un gioco di strategia sviluppato proprio dai ricercatori. Durante le partite, gli scienziati analizzeranno il cervello dei gamer con l’elettroencefalogramma. I dati ottenuti verranno registrati insieme al movimento degli occhi dei gamer. Tali registrazioni saranno eseguite con telecamere ad alta velocità poste sullo schermo.

I ricercatori utilizzeranno tutti i dati ricavati dallo studio di 25 videogamer esperti per addestrare un sistema di AI di nuova generazione. Questo sistema dovrà essere in grado di controllare contemporaneamente il movimento di 250 robot sia a terra che in volo, in ambienti altamente imprevedibili. Questi ultimi, comprendono luoghi in cui la visibilità è limitata o dove vi sono ostacoli che sbarrano la strada o costringono i robot a cambiare rotta.

Lo scopo dei ricercatori è realizzare una superintelligenza capace di creare un software capace di coordinare il comportamento, grazie ad una visione di insieme dell’intero sistema nel suo complesso. In tal modo, in qualunque momento di un’operazione militare, ciascuna unità saprà cosa deve fare e come muoversi nell’ambiente in maniera idonea e prudente.