coronavirus

L’epidemia di infezione da coronavirus COVID-19 partita dalla città cinese di Wuhan si è diffusa sempre di più sia in Cina che fuori da essa. Basti pensare, ad esempio, all’Italia dove si contano più di 300 contagi e 12 vittime. Sin dall’inizio gli studiosi hanno ragionato sul fatto che COVID-19 possa essere trasmesso da un paziente infetto asintomatico ad uno sano. Un po’ come si verifica per tutti i virus respiratori. Oggi, numerose evidenze dimostrano che questo è possibile.

In realtà, i primi dati relativi alla trasmissione asintomatica del virus risalgono a fine Gennaio, con una trasmissione asintomatica in Germania. Tale caso è stato riportato sulla autorevole rivista New England Journal of Medicine (NEJM). Questa stessa rivista, qualche giorno fa, riportava, inoltre, dati provenienti da studi eseguiti in Cina che dimostrano come la quantità di virus presente in naso e bocca delle persone asintomatiche è paragonabile a quella dei malati con i sintomi. Ciò, ovviamente, rende la prima tipologia di pazienti, potenzialmente infetti.

Il dottor Massimo Galli, esperto di malattie infettive dell’Università di Milano e primario all’Ospedale Luigi Sacco, ha affermato:

«Il contagio asintomatico è tecnicamente possibile, anche se non abbiamo informazioni sul modo in cui la liberazione del virus possa avvenire in una fase asintomatica».

Quali sono le variabili da tenere in considerazione quando parliamo del coronavirus COVID-19?

Una fase asintomatica è presente in tutte le infezioni virali che colpiscono le vie respiratorie e la sua durata dipende dalla quantità di virus presente nell’organismo. La diffusione delle particelle virali, inoltre, si verifica con l’emissione di aerosol anche parlando a distanza ravvicinata, a meno di un metro. Per di più, una fase importantissima è quella che intercorre tra il contagio e la comparsa della febbre. Per questo è di fondamentale importanza tenere sotto stretto controllo anche i pazienti risultati negativi al test poiché questi, potrebbero essere negativi per svariati motivi. Tra questi, ad esempio, possiamo includere un passaggio del virus dalle vie aeree superiori a quelle profonde oppure, la negatività al test può dipendere dal sito dove viene eseguito il tampone, se in bocca o in gola.

Proprio a fronte di queste numerose ed imprevedibili variabili, gli esperti considerano la quarantena una misura “assolutamente necessaria” per controllare la diffusione del virus considerando che una singola persona può dar vita ad un focolaio di infezione.

Inoltre, bisogna anche considerare la facilità con cui il coronavirus si moltiplica anche nelle persone asintomatiche. Proprio per tale ragione, come anche affermato da due grandi esperti di infettivologia italiani, il dottor Roberto Burioni ed il dottor Nicasio Mancini, bisogna stare attenti anche a chi non presenta sintomi perché questi, possono benissimo trasmettere l’infezione.