sperimentazioni cliniche

L’epidemia da COVID-19 ha una portata che preoccupa sempre più la comunità scientifica. È pertanto necessario sviluppare un vaccino per prevenire l’infezione e trattamenti terapeutici idonei per chi ha già contratto l’infezione. Proprio per questo l’OMS ha dato il via a due sperimentazioni cliniche su pazienti affetti da COVID-19 nella provincia cinese di Hubei.

La celerità con cui l’OMS ha dato il via a questi due trials clinici è correlata alla notevole disponibilità di soggetti di diverse età e condizioni. Inoltre, un altro fattore importante è il fatto che i due farmaci da utilizzare per trattare pazienti positivi a COVID-19, sono già stati approvati per altre malattie. In particolare, la prima delle due sperimentazioni cliniche, prevede la somministrazione di Kaletra. Quest’ultimo è un farmaco utilizzato per trattare i pazienti HIV-positivi. Il secondo trial clinico, invece, si basa sulla somministrazione del farmaco Remdesivir utilizzato per contrastare l’epidemia di Ebola in Congo nel 2018.

L’OMS (WHO) ha reso note le sue decisioni di mandare avanti le due sperimentazioni cliniche con i farmaci anti-Ebola ed anti-HIV con un tweet.

Queste due sperimentazioni cliniche promosse dall’OMS, procedono su una corsia preferenziale seguite da un nutrito numero di ricercatori che lavorano per l‘OMS. La stessa importanza non ha ricevuto la clorochina, un farmaco antimalarico testato contro COVID-19 da scienziati in Cina.

Attualmente, come ben noto, non vi è disponibilità di farmaci per trattare l’infezione da COVID-19 e per un vaccino, i tempi richiesti per le fasi di sperimentazione sarebbero all’incirca di 18 mesi. La speranza è che da queste due sperimentazioni cliniche con Kaletra e Remdesivir vengano fuori dei risultati incoraggianti. Se ciò non si verificasse, ci toccherà aspettare lo sviluppo di un farmaco o di un vaccino per contrastare efficacemente l’epidemia da COVID-19.