quanto sappiamo su COVID-19

Ormai, da più di due mesi non sentiamo altro che parlare del coronavirus cinese COVID-19 partito da Wuhan e giunto ormai oltre oceano. Diciamo che un po’ tutti, in maniera indebita e considerando la mole di informazioni ascoltate alla televisione o presenti su Internet, ci sentiamo esperti. In realtà, ognuno di noi dovrebbe chiedere a se stesso: ma quanto sappiamo su COVID-19? Cerchiamo insieme di rispondere in maniera oculata a quelli che sono i più comuni quesiti su questo temibile ma non invincibile virus nemico.

Ecco i principali quesiti che ci possono far capire quanto sappiamo su COVID-19

  • Innanzitutto iniziamo col chiederci qual è il tasso di diffusione del virus. Possiamo affermare che, ad oggi, la stima in 2,3 è calibrata sui pazienti della città di Wuhan. Ma si ritiene che, all’infuori di questo primordiale epicentro dell’epidemia, tale valore sia inferiore all’1%. A rendere indeterminato tale parametro è il numero di portatori asintomatici del virus.
  • Altro topic importante quando parliamo di COVID-19 è la letalità ad esso correlata cioè la capacità dell’agente virale di provocare morte. Anche qui, non dobbiamo fare allarmismo. In generale, si può affermare che COVID-19 sia molto meno letale della pandemia del 2009 dell’influenza da virus H1N1 e può dare conseguenze gravi nel 20% dei casi. Il 50% di questi ultimi, riguarda perlopiù persone anziane e con pregresse patologie gravi. Anche in questo caso è difficile fornire delle misure reali a causa del numero di pazienti asintomatici.
  • Parliamo adesso del tempo di incubazione del virus. In generale, abbiamo sentito più volte dire che questo si aggiri intorno ai 14-15 giorni anche se vi sono dati contrastanti. La chiave che permette a COVID-10 di poter diffondersi con molta efficienza è il recettore Ace2 presente sulla sua superficie. Tale recettore sembra sia dieci volte più efficiente di quello presente sul virus della SARS.
  • Inoltre, in questi giorni in tutto il nostro Paese, c’è stato un vero e proprio assalto alle farmacie e non solo, per l’acquisto di detergenti, gel igienizzante per le mani, saponi e disinfettanti. Ma cos’è che può realmente distruggere il virus nell’ambiente? Il virus, come ogni virus, si inattiva a temperature di 37°C ed inoltre, è sensibile a saponi, detergenti e disinfettanti, ma anche alla radiazione solare e resiste bene al freddo. Quindi è importante lavarsi bene e spesso le mani, ma non andare in psicosi soprattutto se ci troviamo nelle zone verdi, cioè quelle in cui non sono stati riportati casi di infezione.
  • Inoltre, un altro quesito che spesso viene posto è il perché alcuni casi risultano negativi ed altri invece La risposta è piuttosto semplice: tutto dipende dal modo in cui è stato eseguito il tampone. Infatti, come sostengono gli esperti, bisogna considerare il tipo di campione prelevato, la conservazione e la presenza di fattori che possano aver interferito durante le analisi.
  • In Italia, il focolaio epidemico che sta interessando il Nord, ha ovviamente avuto origine da un paziente zero. Come trovarlo? Gli esperti, a questo frequente interrogativo, rispondono dicendo che non è semplice rintracciarlo. Però, è importante che continuino gli sforzi per cercare di identificare i contatti e per ricostruire il tragitto del contagio.

Queste sono solo alcune delle domande che ogni giorno ognuno di noi si pone. Bisogna cercare di osservare le norme e le misure precauzionali stabilite dalle autorità e dal personale sanitario senza però esagerare. Per queste ed altre domande visitate il sito ufficiale della World Health Organization (WHO).