Italia

COVID-19 partito dalla città cinese di Wuhan ha raggiunto ormai da circa un mese e mezzo anche l’Italia. Nel nostro Paese, durante questo periodo il numero dei contagi ha raggiunto quasi i 1600 casi e le vittime sono all’incirca 35. L’ aumento progressivo di casi non indica che in Italia l’epidemia si sta espandendo. Secondo gli esperti, infatti, tale aumento correla a casi già presenti da almeno una decina di giorni e che i medici hanno scoperto solo adesso.

I test che vengono eseguiti ogni giorno a tappeto, permettono di tracciare i contatti. Ovviamente, non si può escludere che ci siano altri casi in incubazione, considerando che molte persone sono asintomatiche. Alessandro Vespignani, direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston sostiene che è possibile che ciò che sta accadendo in Italia, possa accadere in futuro in altri Paesi.

Ogni giorno in Italia operatori sanitari ed autorità stanno svolgendo un lavoro capillare di intercettazione. Bisognerà riuscire a comprendere realmente quante generazioni di casi ci sono. In altre parole, deve essere calcolato il tempo che trascorre da una generazione all’altra delle infezioni. La speranza dei ricercatori, degli operatori sanitari e delle autorità è che l’epidemia diffusasi in Italia possa raggiungere un plateau per poi cominciare a scendere, esattamente come si sta verificando da qualche settimana in Cina.

Sempre Alessandro Vespignani ha dichiarato:

«Di certo la cosa peggiore al momento potrebbe essere l’apertura di nuovi focolai: è un’eventualità che non si può escludere. Se questo dovesse accadere, senza dubbio la situazione diventerebbe più problematica».

Per tale ragione, è fondamentale osservare le norme precauzionali per impedire il diffondersi dei contagi. Per maggiori informazioni riguardo tutte le misure di contenimento da applicare nelle varie “zone” del nostro Paese, visitate il sito ufficiale del Ministero della Salute.