nanoparticelle d'oro

All’interno del circolo sanguigno sono presenti davvero una enormità di sostanze che ci dicono molto riguardo lo stato di salute di un individuo. In caso di paziente oncologico, nel suo circolo ematico saranno presenti alcune sostanze che sono indicative della presenza di una neoplasia. I “messaggi” che le cellule di un tumore inviano in circolo, oggi, è possibile intercettarli grazie a delle nanoparticelle d’oro.

Questa sensazionale scoperta permetterà, attraverso un semplice esame del sangue, di fare una diagnosi tumorale precoce e di monitorare la risposta di una neoplasia alle terapie. Il lavoro straordinario che descrive il funzionamento delle nanoparticelle d’oro è stato pubblicato sulla autorevole rivista Science Advances. La ricerca porta la firma di un team di ricercatori dell’Università australiana del Queensland. In particolare, gli scienziati nel loro lavoro, spiegano che le nanoparticelle d’oro riconoscono in modo appropriato le cosiddette vescicole extracellulari. Si tratta di piccole “bolle” rivestite da una membrana che trasportano al loro interno dei messaggi ben precisi. Tali messaggi possono essere costituiti da frammenti di DNA, RNA oppure proteine. In ogni caso, le molecole trasportate da queste vescicole extracellulari forniscono importantissime informazioni su quello che accade all’interno delle cellule che le hanno immesse nel circolo sanguigno.

Le nanoparticelle d’oro riconoscono e si legano solo alle vescicole extracellulari prodotte dalle cellule di un tumore

Tali vescicole extracellulari sono un prodotto costantemente rilasciato in circolo sia dalle cellule sane che dalle cellule tumorali. Queste ultime, in modo particolare, le utilizzano per “manipolare” ed agire sulle cellule vicine oppure per sopprimere e controllare il sistema immunitario. Per riuscire ad individuare queste piccole vescicole extracellulari, i ricercatori australiani hanno sviluppato delle nanoparticelle d’oro. Queste ultime, sono attaccate a specifici anticorpi che riconoscono solo molecole presenti sulla superficie delle vescicole extracellulari rilasciate dalle cellule tumorali. Nel momento in cui su queste nanoparticelle impatta la luce laser, le microscopiche strutture d’oro emetteranno un segnale unico facilmente identificabile come l’impronta digitale relativa a quel paziente.

Le nanoparticelle d’oro realizzate dai ricercatori australiani sono state testate sul sangue proveniente da 23 pazienti con melanoma. Quest’ultimo è il più frequente ed aggressivo tumore della pelle. Tali indagini hanno previsto la collaborazione con l’Olivia Newton John Cancer Research Institute. I risultati della sperimentazione hanno dimostrato che il test con le nanoparticelle d’oro, permette di identificare in modo accurato le vescicole tumorali. In tal modo, sarà possibile monitorare in tempo reale la risposta del tumore di ciascun paziente ai trattamenti terapeutici.