TIM

La rete 5G necessita di una infrastruttura in fibra ottica per funzionare, ma non sempre è facile posare la rete. Vi sono posti davvero difficili in cui è praticamente impossibile posizionare la fibra ottica. Per tale ragione, TIM ha pensato di portare la rete 5G in questi posti “più difficili” utilizzando una trasmissione alternativa tramite laser.

Questa idea innovativa proposta da TIM potrebbe chiamarsi “fibra volante” o “fibra laser”. Quanto prima, potrebbe essere applicata considerando i brillanti risultati raggiunti in fase sperimentale. TIM, infatti, ha sperimentato a Torino la tecnologia della Free Space Optics. Questa tecnologia, permette di scambiare una quantità enorme di dati tramite laser ed onde millimetriche. Si tratta della prima sperimentazione del genere in Europa, che si è conclusa con enorme successo.

La sperimentazione di TIM

La sperimentazione ha previsto il collegamento di due sedi TIM con una connessione sperimentale ad una distanza di circa 2 km. I dati sono stati trasmessi tramite laser con la portante retta da una connessione ad onde millimetriche. Il test, secondo quanto TIM stessa ha dichiarato, ha restituito picchi di velocità di 20 Gigabit al secondo, ma si conta di arrivare a 30 Gigabit con ulteriori elaborazioni.

L’obiettivo del progetto proposto da TIM è quello di riuscire a portare la rete 5G anche nei posti dove non è facile stendere una connessione in fibra tra le diverse antenne. E sappiamo bene che il nostro Paese, non è per conformazione un posto facile da coprire, considerando soprattutto molti borghi collinari ancora oggi non raggiunti dalla fibra. TIM, con la tecnologia Free Space Optics, vuole oltrepassare questo limite, rendendo disponibile la rete 5G praticamente ovunque.

Oggi tutto questo è già fatto tramite i ponti radio che però, non sono sempre sufficienti per poter fare da infrastruttura ad una rete mobile veloce come quella 5G: usando il laser si può. Si potrebbe anche pensare di usare solo il laser. Tuttavia, oggi ancora ciò non è possibile poiché questa tecnologia non è perfetta infatti, è molto sensibile alla nebbia. In tale condizione, il raggio laser è disturbato dalle particelle atmosferiche ed in caso di nebbia fitta, la trasmissione subirebbe un degrado netto.