sindrome da shopping compulsivo

Qualche volta ci è capitato di sentir parlare della “sindrome da shopping compulsivo”. Si tratta di un disturbo del controllo degli impulsi che indica il desiderio compulsivo di fare acquisti. L’attenzione che i media rivolgono a questa sindrome è notevole. I soggetti che soffrono di tale disturbo provano piacere ogniqualvolta acquistano qualcosa di nuovo e non riescono a smettere. Ma quanto è grave in un soggetto il disturbo da acquisto compulsivo? Oggi è possibile quantificarlo.

Infatti, un team di ricercatori ha creato una vera e propria scala misurabile mediante la quale si può valutare la gravità di questo disturbo. La valutazione e la quantificazione della gravità avvengono sempre attraverso appositi criteri diagnostici.

Questa nuova scala si chiama Excessive Buying Rating Scale (EBRS) e potrebbe rappresentare un primo ma fondamentale passo per un’accettazione formale a livello di singola diagnosi. La EBRS rappresenta la prima vera scala di misurazione istituita per valutare la gravita della sindrome da shopping compulsivo.

Chi soffre maggiormente della sindrome da shopping compulsivo? E perché?

A soffrire maggiormente di questo disturbo, secondo delle recenti stime, sarebbero perlopiù le donne giovani. Il livello di gravità di queste ultime, in relazione agli acquisti eccessivi, raggiunge numeri davvero elevati e preoccupanti. Chi acquista continuamente associa l’acquisto di un oggetto ad una sensazione di benessere fisico e psichico e il non poter acquistarlo si configura come una sconfitta per il soggetto stesso. Inoltre, le persone che soffrono da sindrome da shopping compulsivo, sono quelle che cercano di compensare le proprie carenze psicologiche e che sono più insicure riguardo alla propria persona e ad proprio essere.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, rappresenta un primo ma significativo passo per far riconoscere come un vero disturbo questa sindrome. Infine, la speranza dei ricercatori è quella di poter riuscire ad individuare i soggetti che soffrono di tale disturbo, valutarne la gravità e fornire un sostegno psicologico.