test di diagnosi

La pandemia da SARS-CoV-2 conta un numero di contagi e vittime davvero drammatico. Tutto siamo preoccupati per le sorti dell’umanità poiché questo virus sta dando prova di essere un nemico contro cui non ci si può permettere di abbassare la guardia. La sua letalità non è elevatissima ma, nonostante ciò, il numero dei decessi cresce a dismisura ogni giorno. Da qui, la necessità di fare diagnosi precoce dell’infezione. Oggi è possibile grazie ad un test di diagnosi rapida che permette di identificare in pochissimo tempo la presenza o meno dell’agente virale.

Si tratta di un test veloce che riconosce ed individua la presenza del coronavirus SARS-CoV-2 addirittura in un’ora. Il test si basa sull’analisi delle sequenze genetiche del virus depositate nelle banche dati, facendo attenzione anche alle varianti finora identificate. Questo test, sviluppato dall’azienda Diasorin di Saluggia (Vercelli), sperimentato all’Istituto Spallanzani di Roma e nel Policlinico San Matteo di Pavia, sarà disponibile entro la fine di marzo.

Dal test di diagnosi alla corsa per trovare un vaccino contro questo temibile nemico invisibile

Oltre allo sviluppo di un test di diagnosi rapida di infezione da coronavirus, gli scienziati, in tutto il mondo, stanno cercando di sviluppare un vaccino per cercare di arginare il problema. È iniziata una vera e propria corsa alla ricerca del vaccino contro SARS-CoV-2. In questa corsa, l’Italia sembra si trovi in una buona posizione. Le proposte sono numerose.

Infatti, potrebbe arrivare entro la fine del mese, il via libera per far partire la sperimentazione di un vaccino sugli animali e successivamente, anche sull’uomo. Il vaccino in questione, è quello progettato dalla Takis di Roma. Si tratta di un vaccino costruito al computer ed ottenuto clonando un frammento del genoma virale in frammenti di DNA circolari presenti nei batteri. Il pacchetto ottenuto, dovrebbe poi essere iniettato nel muscolo del soggetto e mediante una scossa elettrica, favorirne l’entrata all’interno delle cellule. In questo modo, inizierebbe la produzione di un antigene da parte delle cellule che attiva il nostro sistema immunitario il quale inizierà a produrre anticorpi contro il virus, proteggendoci per il futuro.

Un’altra azienda italiana, la ReiThera, dal canto suo, attende il via libera per eseguire i test sugli animali di un vaccino basato su un adenovirus degli scimpanzè. Tale virus reso inoffensivo e trasformato in uno shuttle servirà a trasportare la sequenza genetica della proteina spike. Quest’ultima, rappresenta l’arma con la quale SARS-CoV-2 invade le cellule del nostro sistema respiratorio. Questo vaccino, iniettano per via intramuscolare, stimolerebbe la produzione di anticorpi e l’attività delle cellule immunitarie.

Oltre questi, vi sono davvero numerosi altri progetti sviluppati da tantissime altre aziende italiane e non per lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus cinese. La speranza della comunità scientifica e di tutta la popolazione mondiale, è che da questa corsa, emerga al più presto un vincitore che potremo utilizzare per mettere alle strette questo nemico invisibile che sta mettendo tutto il mondo in ginocchio.