SARS-CoV-2

SARS-CoV-2 è un nemico invisibile contro il quale ogni giorno ormai da due-tre mesi tutto il mondo si deve confrontare quotidianamente. Si tratta di un temibile nemico che nell’arco di poche settimane ha mietuto un numero di vittime davvero considerevole. La difficoltà nel contenere i contagi consiste nel fatto che la trasmissione del virus è di tipo aereo. Ma quanto resiste realmente al di fuori del nostro corpo il coronavirus cinese? A rispondere a questa domanda molto frequente è uno studio piuttosto recente.

Tale studio, condotto da ricercatori dell’Istituto nazionale per le malattie infettive degli Stati Uniti (Niaid) è in via di pubblicazione sul New England Journal of Medicine (NEJM). Il Niaid fa parte dei National Institutes of Health (NIH). I ricercatori americani che hanno preso parte alle ricerche hanno fatto maggiore chiarezza sul tempo di permanenza di SARS-CoV-2 in aria e sui materiali. Mediante i loro esperimenti, gli scienziati hanno potuto chiarire che il coronavirus cinese può restare nell’aria, disperso nelle goccioline di saliva o nell’aerosol, fino a 3 ore. Invece, sui materiali, il temibile nemico riesce a resistere per 24 ore sul cartone e fino 3 giorni su plastica ed acciaio.

Questi dati sono davvero preoccupanti poiché sottolineano l’importanza di dover prestare molta attenzione a tutto quello che tocchiamo e con cui possiamo entrare in contatto. Perché, se un soggetto infetto ha tossito espellendo goccioline di saliva, ad esempio, su un oggetto di plastica, quest’ultimo rappresenta un potenziale veicolo di contagio per i successivi 3 giorni.

Infatti, gli stessi ricercatori dell’Niaid, hanno affermato:

«I nostri risultati indicano che è possibile la trasmissione del coronavirus tramite l’aerosol e i materiali sui quali si deposita, dal momento che il virus resta vitale nell’aerosol per più ore e sulle superfici per giorni».