trattamento

L’infarto è la morte di un tessuto o di un organo che non riceve un adeguato apporto di sangue e ossigeno dalla circolazione arteriosa. Con il termine infarto si indica, di norma, l’infarto cardiaco, che interessa il tessuto muscolare del cuore o miocardio il quale subisce importanti insulti. Il trattamento dei pazienti infartuati consiste, generalmente, nella somministrazione di farmaci che favoriscono una corretta circolazione sanguigna e, nei casi più gravi, si agisce chirurgicamente. Oggi, però, sembra sia disponibile una soluzione innovativa per trattare i vasi sanguigni ed il tessuto cardiaco dopo un infarto.

Infatti, un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic (USA) ha scoperto alcune cellule staminali nel corpo umano che potrebbero rivelarsi molto utili per trattare le condizioni che seguono un infarto. Le cellule staminali in questione, denominate cellule cardiopoietiche, possono favorire la funzionalità del miocardio, invertendo i cambiamenti causati dall’infarto stesso. In particolare, le cellule cardiopoietiche derivano da cellule staminali precursori presenti nel midollo osseo.

Il trattamento con cellule cardiopoietiche sui topi: i risultati

Gli esperimenti, condotti su topi colpiti da infarto, hanno fornito risultati davvero sorprendenti. I ricercatori americani, durante le loro ricerche, hanno potuto constatare che la terapia post-infarto basata sull’utilizzo delle cellule cardiopoietiche, determina una ripresa dell’attività dell’85% delle cellule cardiache colpite dalla malattia. In particolare, il trattamento con cellule staminali cardiopoietiche ha determinato un vero e proprio sviluppo nonché crescita di nuovi vasi sanguigni e di nuovo tessuto cardiaco.

Si tratta di una scoperta davvero sensazionale poiché oltre all’applicazione terapeutica, questo studio ci permette di approfondire di più la conoscenza sulle cellule staminali, sul loro potenziale rigenerativo e sui meccanismi più complessi che mettono in atto.

Lo studio è stato pubblicato sulla autorevole rivista NPJ Regenerative Medicine.