supercomputer

La pandemia da SARS-CoV-2 ogni giorno conta un numero di nuovi casi e di vittime che aumenta a dismisura in tutto il mondo. Tutta la comunità scientifica sta lavorando duramente per sviluppare una preparazione vaccinale che possa proteggerci da questo nemico invisibile. Ma l’attenzione va rivolta anche a chi ha contratto il virus e lo deve debellare. Per cui, è importante che siano disponibili anche farmaci per trattare l’infezione da SARS-CoV-2. Farmaci che ancora ad oggi, non esistono, per tale ragione, si è pensato di utilizzare un supercomputer che vada a caccia dei farmaci che potrebbero essere utili contro il coronavirus.

Il supercomputer in questione è italiano e si chiama Marconi e fa parte del progetto Exscalate4CoV. Il dispositivo ha iniziato a testare virtualmente le possibili interazioni fra molecole di 10.000 farmaci ed il nuovo coronavirus. Ciò, allo scopo di scoprire se qualcuna di queste molecole ha il potenziale giusto per contrastare questo nemico invisibile.

Il supercomputer analizzerà farmaci già approvati e non per combattere contro SARS-CoV-2

Exscalate4CoV è un progetto finanziato con tre milioni dalla Commissione europea e che vede impegnato un nutrito numero di scienziati. Si tratta di esperti nell’uso delle tecnologie di supercalcolo e di urgent computing che lavora per arginare la pandemia in corso. Il progetto, sfrutta l’estrema potenza di calcolo del supercomputer italiano Marconi del Cineca per andare a caccia delle molecole più giuste per combattere SARS-CoV-2. I farmaci passati in rassegna dal supercomputer sono farmaci già testati ed approvati per l’utilizzo clinico e pronti per nuovi studi sull’uomo. Ma oltre questi, il supercomputer italiano analizzerà anche principi attivi ancora non testati sulla specie umana.

Questo sistema di analisi e screening virtuale che il supercomputer esegue, richiede tempi brevissimi se paragonati al tempo impiegato per svolgere lo stesso lavoro da parte dell’uomo. Inoltre, durante l’analisi alcune molecole già testate per un particolare utilizzo clinico, potrebbero essere testate in tempi brevi sull’uomo, con un’applicazione off-label. In questo caso, l’applicazione “fuori-etichetta” sarebbe quella di utilizzare quella molecola su un paziente affetto da COVID-19.

La potenza di calcolo richiesta dalla simulazione di un numero così elevato di molecole è enorme. Proprio per questo gli scienziati hanno affidato questo compito al supercomputer Marconi con la speranza, che in tempi brevi, si possano ottenere risposte significative. Solo così possiamo sperare di sedare l’emergenza sanitaria generata dalla pandemia.

Per maggiori informazioni visitate il sito Exscalate.eu/it.