oscurità

Finora gli scienziati hanno associato l’estinzione globale verificatasi 66 milioni di anni fa ad un abbassamento delle temperature che avvenne in quel periodo. Oggi, però, sappiamo che più che dal freddo questa estinzione è ricollegabile ad un forte abbassamento dei livelli di luce, in poche parole, all’oscurità.

A dimostrare quanto affermato, è uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters frutto del lavoro di un team di ricercatori del Dipartimento di Geoscienze dell’Università del Connecticut (USA). Dal lavoro degli scienziati statunitensi emerge che sarebbe stata l’oscurità piuttosto che il freddo a provocare l’estinzione globale avvenuta 66 milioni di anni fa. Questa stessa estinzione coinvolse, tra l’altro, anche i dinosauri. Si ipotizza che tale fenomeno possa essere stato il risultato dell’impatto di un meteorite al largo del Golfo del Messico. L’impatto del corpo celeste provocò, infatti, un notevole abbassamento delle temperature e dei livelli di luce. Proprio l’oscurità e il freddo avrebbero indotto l’estinzione di molte specie.

Le conseguenze dell’oscurità sulle forme di vita

Nel loro studio, gli scienziati americani hanno eseguito una serie di simulazioni per comprendere le condizioni presenti dopo l’impatto. In particolare, hanno simulato l’emissione di zolfo, polveri e fuliggine nell’atmosfera. Proprio la fuliggine rilasciata nell’atmosfera provocò un blocco della luce solare che non poteva raggiungere la superficie terrestre. Dalla simulazione i ricercatori hanno notato che tale blocco della luce del Sole provocò l’oscuramento del cielo per diversi anni e un abbassamento delle temperature. Sempre dalle simulazioni, emerge che il freddo da solo non possa aver causato l’estinzione globale di 66 milioni di anni fa. Sarebbe stata l’oscurità la principale responsabile dell’estinzione. Infatti, quando l’oscurità prese il sopravvento si verificò la morte delle piante, organismi alla base della rete alimentare poiché svolgono la fotosintesi. Una situazione davvero drammatica.

Da questo studio emerge che la fuliggine ha un elevato potere nel bloccare i raggi del Sole molto più di quanto possano fare altre polveri presenti nell’atmosfera. La stessa quantità di fuliggine liberatasi dopo l’impatto del meteorite 66 milioni di anni fa, potrebbe liberarsi nel corso di una guerra nucleare globale. Ciò vuol dire che si ripeterebbero le stesse condizioni che condussero, in quel periodo, all’estinzione di molte forme di vita. Bisogna ricordare che l’uomo, ovviamente, non è esente da questa minaccia.