oceano

L’aumento delle temperature a livello globale interessa, ovviamente, anche l’ambiente marino e dunque, l’oceano. Le conseguenze possono essere davvero drammatiche sulla fauna marina che inizia a migrare vero i Poli.

In particolare, uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology, dimostra che l’aumento delle temperature degli oceani sta cambiano la distribuzione geografica delle popolazioni di tutti gli organismi che lo popolano. Infatti, dal fitoplancton ai pesci e dagli uccelli ai mammiferi, hanno iniziato a migrare verso le alte latitudini. Tale migrazione, induce le specie marine a spostarsi verso i Poli dove le temperature sono più favorevoli alla loro sopravvivenza. Ad evidenziare questa drammatica situazione è proprio questo studio condotto da ricercatori dell’Università di Bristol. Nello specifico, i ricercatori hanno analizzato come sono cambiate nell’ultimo secolo l’abbondanza e la distribuzione di ben 304 specie marine nelle diverse regioni del pianeta.

Per eseguire il loro lavoro, gli scienziati hanno esaminato tutti i database disponibili sull’abbondanza delle specie risalenti all’ultimo secolo. L’analisi statistica dei dati ha dimostrato che l’effetto era ancora più marco di quello atteso. La causa di tutto ciò va ricercata nell’aumento della temperatura delle acque dell’oceano. A tale aumento delle temperature ogni specie ha risposto in modo differente. Ad esempio, i pinguini imperatore cominciavano a diminuire sempre di più man mano che l’acqua si riscaldava, mentre alcuni pesci come la spigola trovavano un habitat favorevole sul bordo del loro areale rivolto verso i poli.

Sulla base dei dati ottenuti i ricercatori inglesi hanno desunto che il processo di progressivo spostamento verso i Poli è tuttora in corso ed ipotizzano che continuerà anche nei prossimi decenni. Per di più, tale processo migratorio dalle acque dell’oceano verso i poli continuerà se entro il 2050 la temperatura aumenterà ancora di 1,5°C.