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Negli ultimi decenni le temperature sono molto cambiate determinando anche una sorta di “squilibrio” nella durata e nella temperatura delle stagioni. Infatti, ormai troppo spesso, ci ritroviamo di fronte ad inverni sempre più brevi e più caldi e ciò, rappresenta qualcosa di molto inconsueto. Per di più, questo determina effetti molto particolari sull’ambiente. Infatti, si registrano maggiori emissioni di metano (CH4) nell’atmosfera dai laghi che si trovano nelle aree settentrionali del nostro pianeta.

Ciò, rappresenta il preoccupante risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters, condotto da un team di ricercatori finlandesi di vari istituti di ricerca in collaborazione con la Purdue University. Gli stessi scienziati finlandesi hanno rilevato che nel loro paese le emissioni di gas metano nell’atmosfera potrebbero aumentare del 60%. Per condurre la propria ricerca, gli studiosi hanno utilizzato un grosso set di dati per analizzare quanto metano potrebbero emettere i laghi del Nord del Pianeta entro la fine del ventunesimo secolo. Ciò, correlandolo al riscaldamento globale in atto e conseguenza principale delle illimitate attività antropiche.

L’aumento delle emissioni di CH4 non dipende solo dal risaldamento globale

Dalla loro analisi, i ricercatori finlandesi hanno scoperto che le emissioni di metano da parte dei laghi settentrionali potrebbero aumentare anche dal 26 al 59% già entro la fine del secolo. Tali variazioni percentuali fanno riferimento ai modelli di riscaldamento globale utilizzati dal team che comprendono lo scenario meno grave sino a quello più grave. Sembra inoltre che un ruolo importante nel favorire maggiori emissioni di metano dai laghi del Nord sia anche l’aumento della durata dei periodi senza ghiaccio. A tale riguardo, Narasinha Shurpali dell’Università della Finlandia Orientale, ha affermato:

«I laghi boreali rimangono un’importante fonte di metano sotto il clima caldo all’interno di questo secolo. L’aumento delle emissioni di metano dipende dalla latitudine: l’aumento è maggiore dai laghi settentrionali a bassa latitudine».